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I 200 anni di Eunice Newton Foote

18 luglio 2023
3 min di lettura
18 luglio 2023
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No, non si tratta del compleanno della donna più vecchia del mondo ma dell’anniversario della nascita di Eunice Newton Foote, la scienziata che per prima intuì il ruolo dell’anidride carbonica come causa del riscaldamento dell’atmosfera terrestre. Nacque 200 anni fa nel Connecticut, Stati Uniti, è ricordata non soltanto per il suo contributo fondamentale nella climatologia ma anche per il suo attivismo per i diritti delle donne. La storia della scienziata è un esempio tristemente evidente della scarsa considerazione che il mondo scientifico dell’epoca aveva per le studiose. La sua scoperta, infatti, non fu presa in considerazione dal mondo accademico e fu riconosciuta solo molti anni dopo la sua morte. Una triste storia che ricorda quella di altre scienziate, come Rosalind Franklin che contribuì alla scoperta della struttura del DNA senza che nessuno ne premiasse il merito.

Come fece Newton Foote a chiarire il ruolo della CO2 in atmosfera? La scienziata preparò alcune bottiglie di vetro che svuotò con una pompa a vuoto. Inserì diversi gas all’interno, uno per bottiglia, e sistemò i contenitori al sole per misurarne la temperatura. Scoprì che le bottiglie riempite con anidride carbonica si scaldavano più velocemente delle altre e trattenevano il calore per un po’ di tempo anche dopo che le aveva tolte dai raggi del sole. In pratica aveva costruito delle piccole serre dove il gas provocava l’innalzamento della temperatura. Ed “effetto serra” è il nome del fenomeno, una definizione che purtroppo conosciamo bene, soprattutto in queste giornate roventi: durante la prima settimana di luglio 2023 la temperatura media del pianeta ha superato i 17 gradi centigradi ed è stata la maggiore di sempre.

Una serra è un ambiente chiuso e controllato dove le piante crescono a temperatura e umidità costanti. È un modo di coltivare che annulla gli effetti delle stagioni perché dentro alla serra il tempo è sempre bello. Il sistema funziona grazie alla copertura trasparente, di vetro o di plastica, che trattiene all’interno della struttura un po’ del calore del sole. L’effetto serra fa una cosa simile: i gas serra intrappolano un po’ di energia solare nell’atmosfera e scaldano il pianeta.

L’anidride carbonica è il gas che contribuisce maggiormente all’effetto serra (60%); è seguita dal metano (20%), dall’ozono (15%), dagli ossidi di azoto (10%) e dai clorofluorocarburi (5%). Mentre l’anidride carbonica in eccesso deriva dalla combustione delle fonti fossili, l’ozono, il metano e gli ossidi di azoto sono in buona parte di origine naturale. I clorofluorocarburi, invece, sono artificiali; si tratta di gas un tempo utilizzati nei frigoriferi e nelle bombolette spray e, dato che hanno provocato il famoso buco nell’ozono, sono stati banditi nel 1990, ma sono gas resistenti e quelli ancora in circolazione continuano a fare danni. L’effetto serra è una cosa buona perché scalda il pianeta e rende possibile la vita sulla Terra. Senza l’effetto serra la temperatura media del nostro pianeta sarebbe di -19 C°.

A causa dell’effetto serra nell’ultimo secolo la temperatura media del pianeta è cresciuta di oltre un grado centigrado. Sembra un altro valore trascurabile ma è molto vicino alla soglia di sicurezza di 1,5 °C indicata durante la COP21 del 2015 e scritta nell’accordo di Parigi sul Clima. Il clima è un meccanismo molto delicato che dipende da numerosissimi ingranaggi: toccarne qualcuno potrebbe avere conseguenze imprevedibili. Qualche conseguenza, invece, è già evidente. Eunice Newton Foote lo aveva già capito.