Estate 2022, un bagno caldo nel Mediterraneo
04 agosto 2022
Che cosa significa quella mappa?
Significa che il nostro mare è più caldo del normale. A partire da maggio 2022, gli strati superficiali del Mediterraneo hanno toccato per settimane temperature superiori di 5°C rispetto alla media. Si tratta di ondate di calore marino assolutamente anomale e preoccupanti provocate dal riscaldamento generale del clima e da una sfilza consecutiva di anticicloni africani che hanno soffiato aria calda in tutto il bacino del Mediterraneo. Il nostro mare, Mare Nostrum dicevano i latini, si scalda oltre misura: le temperature aumentano del 20% più rapidamente rispetto alla media di tutti i mari e la tendenza probabilmente peggiorerà nei prossimi anni.
Perché il Mediterraneo è più sensibile ai cambiamenti climatici?
Con quali conseguenze?
L’evaporazione accelerata dal caldo concentra le acque e la salinità del mare aumenta. Anche l’acidità complessiva cresce perché l’eccesso di anidride carbonica in atmosfera si combina con l’acqua del mare e diventa acido carbonico, particolarmente nocivo per tutti gli organismi che hanno uno scheletro di carbonato di calcio, come i coralli. Inoltre, al contrario della CO2, l’ossigeno si scioglie più facilmente in acqua fredda: con la temperatura più alta il mare perde ossigeno con gravi danni per tutti gli organismi acquatici.
Però c’è chi sta benone. Non tutta la fauna e la flora del mare risponde negativamente all’aumento delle temperature, anzi: ci sono organismi che prosperano nelle nuove e calde condizioni del nostro mare. Si tratta delle specie alloctone, cioè animali e piante provenienti da luoghi tropicali e giunti nel nostro mare a volte per sbaglio, trasportati nelle acque di zavorra delle navi, a volte invece introdotte intenzionalmente. Secondo studi recenti, le specie alloctone nel Mediterraneo sono più di mille e spesso provocano effetti negativi sulle specie native. Il pesce lepre (Siganus luridus) per esempio è giunto dal Mar Rosso attraverso il Canale di Suez. È un pescetto erbivoro molto vorace che distrugge grandi quantità di alghe. È anche velenoso e munito di spine acuminate quindi è una preda indigesta per tutti i carnivori mediterranei. Dove prospera il pesce lepre scompare il 65% delle alghe e di conseguenza la biodiversità cala del 40%. Nuota nel nostro mare un altro pesce alloctono, bellissimo e letale, noto agli appassionati di acquariologia tropicale come pesce scorpione (Pterois volitans). È tigrato e dalle pinne pettorali e dorsale spuntano spine velenosissime. È anche un predatore formidabile che ingoia con incredibile rapidità ogni pesciolino a portata di bocca.
Il Mediterraneo è un mare piccolo ma tra le sue acque vive il 7,5% delle specie animali del pianeta. Un numero enorme, circa 17.000, che fa del Mare Nostrum un campione di biodiversità. Anche per questo è così importante preservarne la salute.
A cura di Andrea Bellati