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Per inquinamento atmosferico si intende la presenza nell'aria di una o più sostanze che alterano la composizione e l'equilibrio dell'atmosfera, causando effetti dannosi per gli uomini, gli animali, le piante e per l'ambiente. L’inquinamento dell’aria può essere limitato anche adottando piccole azioni quotidiane, come spegnere la luce quando non serve, utilizzare l'auto solo se necessario, riciclare i rifiuti, non esagerare nel riscaldare o nel raffreddare gli ambienti dove viviamo. In questo modo potremmo ridurre l'immissione in atmosfera dei gas responsabili dell’inquinamento che provoca le piogge acide, il buco dell’ozono e l’effetto serra. Quanta importanza ha un piccolo gesto.

Per inquinamento atmosferico si intende la presenza nell’aria di sostanze che modificano la composizione e l’equilibrio dell’atmosfera e che causano effetti dannosi per l’uomo, gli animali, i vegetali e la qualità dell’ambiente. Gli inquinanti vengono classificati in base all'origine in:

  • inquinanti di origine antropica, generati dalle attività umane;
  • inquinanti di origine naturale, derivanti, ad esempio, da incendi, eruzioni vulcaniche e dalla decomposizione di composti organici.

Indipendentemente dalla loro origine, i contaminanti atmosferici possono essere classificati in:

  • inquinanti primari, come il biossido di zolfo o il monossido di azoto, immessi direttamente in atmosfera in seguito al processo che li ha prodotti;
  • inquinanti secondari, come l'ozono, generati dagli inquinanti primari, a seguito di reazioni chimico-fisiche di varia natura.

L’inquinamento di origine antropica proviene da grandi sorgenti fisse, come le industrie, gli inceneritori e le centrali termoelettriche, da sorgenti fisse di piccole dimensioni, come gli impianti per il riscaldamento domestico, e da sorgenti mobili, come ad esempio il traffico veicolare.

Conseguenze dell’inquinamento

Alcune sostanze inquinanti, se presenti in grandi quantità, possono produrre alterazioni chimiche e fisiche dell'aria, compromettendone la capacità di "funzionare" correttamente e di garantire le funzioni vitali. L'impatto sull'ambiente degli inquinanti dell'aria è variabile: alcuni composti agiscono prevalentemente su scala locale, cioè là dove sono prodotti e diffusi; altri, invece, coinvolgono intere regioni. Altri ancora hanno effetti su tutto il pianeta. 

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Il monitoraggio dell’aria

Per poter definire e adottare misure (che nell’insieme costituiscono una “politica ambientale”) idonee a ricondurre al principio di sostenibilità ambientale lo sviluppo di un Paese, è necessario innanzitutto avere una conoscenza precisa dello stato di salute dell’ambiente nelle diverse aree geografiche di cui si compone un territorio. Successivamente si possono individuare le cause che hanno portato al degrado ambientale e proporre misure di risanamento dell’ambiente e di limitazione, o eliminazione, delle fonti di inquinamento.

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Normativa italiana

La prima legge italiana organica sull’inquinamento atmosferico, che individua l’aria come un bene giuridico da proteggere, è la Legge del 13 luglio 1966, n. 615 “Provvedimenti contro l’inquinamento atmosferico”. Questa legge è stata sostituita dal Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) n. 203 del 24 maggio 1988, che recepiva quattro direttive europee in materia di inquinamento e qualità dell’aria. 
Il successivo DPR 203/88 può essere considerato la base della normativa italiana in materia di inquinamento atmosferico fino al recepimento nel 1999 della direttiva quadro europea sulla “Valutazione e gestione della qualità dell’aria”. 

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Lo "smog fotochimico" è una forma di inquinamento tipica di tutte le principali aree urbane ed industriali del mondo. Si presenta, infatti, nelle zone ad alta densità di traffico o in prossimità delle stesse, quando sono presenti determinate condizioni climatiche (calma di vento o venti deboli, elevate temperature, ecc.) che provocano un aumento della concentrazione di gas inquinanti impedendo loro di disperdersi. In queste aree le concentrazioni di alcuni gas (ozono troposferico, monossido di carbonio, particolato, COV, ossidi di azoto, ecc.) superano molto spesso i valori limite, al di sopra dei quali vi sono rischi di danni alla salute umana, alle produzioni agricole e alla vegetazione.

Le polveri atmosferiche

Con il termine polveri atmosferiche si indica una miscela di particelle solide e liquide sospese in atmosfera, che variano per composizione, provenienza e dimensione. Le polveri possono essere rimosse dall'atmosfera per deposizione secca o umida e ricadere al suolo, sulla vegetazione o nei corsi d'acqua. Le polveri atmosferiche vengono classificate in base alla dimensione del diametro delle particelle (misurato in micrometri o μm. 1000 micrometri sono pari a 1 millimetro), che può variare da 0,005 a 100 μm. 

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Il benzene

Con il termine deposizioni acide si indica il processo di ricaduta dall’atmosfera di particelle, gas e precipitazioni acide. Se questa deposizione acida avviene sotto forma di precipitazioni (piogge, neve, nebbie, rugiade, ecc.) si parla di deposizione umida, in caso contrario il fenomeno consiste in una deposizione secca. Per descrivere questi fenomeni si può utilizzare anche l'espressione “piogge acide”, con il quale, però, spesso si indica solo il fenomeno della deposizione acida umida.

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Le deposizioni acide

Con il termine deposizioni acide si indica il processo di ricaduta dall’atmosfera di particelle, gas e precipitazioni acide. Se questa deposizione acida avviene sotto forma di precipitazioni (piogge, neve, nebbie, rugiade, ecc.) si parla di deposizione umida, in caso contrario il fenomeno consiste in una deposizione secca. Per descrivere questi fenomeni si può utilizzare anche l'espressione “piogge acide”, con il quale, però, spesso si indica solo il fenomeno della deposizione acida umida.

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L’ozono

L'ozono (O3) è un gas che allo stato libero si concentra tra i 15.000 e i 40.000 metri di altezza, in una fascia della stratosfera, detta ozonosfera, che funziona da schermo naturale nei confronti delle radiazioni solari ultraviolette, dannose per la vita degli esseri viventi. Da diversi anni la quantità di ozono nella stratosfera risulta diminuita per effetto di alcune sostanze di origine antropogenica, come i clorofluorocarburi (CFC), il bromuro di metile, i gas Halon e il metilcloroformio. 

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Abbiamo visto che l'inquinamento dell'atmosfera deriva da una serie di sostanze che vengono prodotte da una o più “sorgenti” (industrie, automobili ed altre ancora). Per nostra fortuna, dopo un periodo più o meno lungo di permanenza nell'atmosfera, la natura riesce a "rimuoverne" una determinata quantità. Ad esempio, l'anidride carbonica, prodotta dalla combustione di combustibili fossili e dalla respirazione degli organismi viventi animali e vegetali, viene in parte assorbita dalla vegetazione (per mezzo della fotosintesi), e anche neutralizzata in grande quantità dalle acque del mare, che sono in grado di fissarla attraverso il fitoplancton e di stabilizzarla sotto forma di rocce sedimentarie carbonatiche. La composizione dell'atmosfera si trova quindi in uno stadio di equilibrio dinamico, la cui stabilità dipende dalla capacità di questi processi di “autodepurazione” di neutralizzare, o almeno limitare, gli effetti negativi delle attività umane. Il problema nasce quando le quantità di inquinanti emessi nell'atmosfera superano la sua capacità di "autodepurazione", 
aumentano la loro concentrazione nell'aria e raggiungono limiti dannosi per l'uomo e per la natura. In questo caso il modello di sviluppo dell'uomo e di un paese può divenire non più "sostenibile" nel lungo periodo. 

L’inquinamento urbano

La maggior parte delle nostre città è interessata dal problema dell’inquinamento dell’aria. Lo confermano le centraline che misurano le concentrazioni degli inquinanti ma, anche se le stazioni di monitoraggio non sono presenti, a volte qualche fastidio o difficoltà nel respirare ci fa pensare che la qualità dell’aria non sia buona. Il traffico urbano è oggi la principale fonte di inquinamento atmosferico di tutte le città. A questo si aggiungono le emissioni degli impianti di riscaldamento durante l’inverno. 

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Tu cosa puoi fare

Cosa si può fare per prevenire ridurre l’inquinamento dell’aria e contrastare l’effetto serra antropico? Le organizzazioni internazionali, i governi nazionali e le imprese possono impegnarsi nella riduzione delle emissioni inquinanti e di "gas serra" adottando politiche ambientali specifiche. In molti paesi si sono già ottenuti dei buoni risultati e le imprese prestano particolare attenzione nel ridurre sempre più le emissioni in aria di inquinanti. Anche ciascuno di noi, singolarmente, può dare il proprio contributo adottando quotidianamente alcune buone pratiche! 

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