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Il nemico invisibile di Napoleone

30 dicembre 2025
4 min di lettura
30 dicembre 2025
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Dicembre 1812. La neve cade fitta sulle strade di Vilnius, in Lituania. Un vento gelido spazza via le ultime forze di quello che, pochi mesi prima, era stato il più potente esercito d’Europa: la Grande Armée di Napoleone Bonaparte. Dei 600.000 uomini partiti verso Mosca, ne rimangono poche migliaia. Scheletrici, febbricitanti, affamati. Non c’è più gloria, non c’è più ordine. Solo corpi che cadono nella neve, e che nessuno ha la forza di seppellire. Per due secoli, gli storici hanno raccontato che a distruggere l’armata di Napoleone fu il gelo, la fame, e la logistica impossibile. Come sfamare e dare alloggio a un’armata così imponente in un luogo tanto remoto, gelido e inospitale? Impossibile, appunto. Un errore di valutazione del grande condottiero. Ma oggi, grazie alla genetica, sappiamo che la verità fu più complessa. E, forse, ancora più inquietante. Perché tra i nemici dell’Imperatore, c’erano anche esseri invisibili e all’epoca sconosciuti. Nell’estate del 1812 Napoleone attraversò il fiume Niemen per invadere la Russia. Voleva obbligare lo Zar Alessandro I a rispettare il blocco continentale contro l'Inghilterra e ridurre la Russia a una potenza secondaria in Europa, eliminando una potenziale minaccia. L’esercito avanzava come una macchina perfetta, ma presto il piano che pareva ineccepibile, mostrò le prime falle. Le distanze da percorrere erano immense, le scorte di cibo scarseggiavano, i cavalli morivano di stenti. Quando le truppe arrivarono a Mosca, trovarono la città deserta e in fiamme. Non restava che ritirarsi, sotto una implacabile tempesta di neve. Fu l’inizio della fine: freddo, fame, diserzioni… e soprattutto, malattie misteriose. Medici e ufficiali parlavano di febbri altissime, diarrea, delirio, macchie sulla pelle. All’epoca si parlava di tifo e dissenteria. Ma nessuno poteva sapere con certezza di cosa si trattasse veramente. Due secoli dopo, un gruppo di ricercatori guidati da Rémi Barbieri e Nicolás Rascovan, dell’Institut Pasteur di Parigi ha indagato il mistero con gli strumenti della scienza moderna. I risultati della ricerca sono stati recentemente pubblicati sulla rivista PlosOne. Gli archeologi hanno recuperato tredici denti perfettamente conservati nel sottosuolo di Vilnius, dove nel 2002 era stata scoperta una fossa comune con oltre tremila scheletri di soldati napoleonici. All’interno di quei denti — protetto dallo smalto — c’è ancora traccia del DNA di quegli antichi militari. I ricercatori estraggono quel materiale e lo sequenziano con tecniche di paleogenomica: una disciplina che unisce biologia, informatica e archeologia per identificare il materiale genetico trovato sui reperti antichi. E il risultato è sorprendente. Tra i frammenti genetici umani compaiono due batteri terribili: Salmonella enterica paratyphi e Borrelia recurrentis. Due batteri terribili perché provocano due malattie altrettanto terribili. Due nemici invisibili che, nel 1812, hanno massacrato la Grande Armée. Salmonella paratyphi provoca la febbre paratifoide, una malattia intestinale grave, simile al tifo, che si trasmette attraverso acqua o cibo contaminato da feci infette. I sintomi sono febbre alta, mal di testa, diarrea, vomito, dolori addominali e ittero. In un esercito stremato, affamato e senz’acqua potabile, la febbre paratifoide fu un colpo mortale. Borrelia recurrentis, invece, è un batterio trasmesso dai pidocchi. Causa la febbre ricorrente: improvvise ondate di febbre altissima, sudore, delirio, poi una pausa… E di nuovo febbre. Una malattia debilitante, perfetta per fiaccare chi è già al limite delle forze. Le due infezioni insieme potevano trasformare un accampamento in un inferno. I soldati soffrivano, crollavano, morivano uno dopo l’altro. E con loro moriva anche il sogno imperiale di Napoleone. Per la prima volta, la paleogenomica fornisce prove dirette che la febbre paratifoide e la febbre ricorrente contribuirono al collasso della Grande Armée. E questa scoperta va oltre la curiosità storica. Ci mostra quanto le grandi decisioni strategiche possono essere annullate da forze invisibili. Che minuscoli esseri hanno sempre avuto un ruolo nella storia dell’umanità. Dalla peste di Atene alla Spagnola del 1918, fino al Covid, le malattie hanno deciso il destino di imperi, eserciti, economie e popoli.