Anni di plastica
05 NOVEMBRE 2020
Rifiuti abbandonati agli argini dei fiumi

Rifiuti abbandonati agli argini dei fiumi
Il cercatore di conchiglie
Esempi di rifiuti che si possono trovare su una spiaggia (Foto E. Turicchia)

Esempi di rifiuti che si possono trovare su una spiaggia (Foto E. Turicchia)
Inquinamento degli oceani (What lies under Foto F. Rizkiyanto 2011)

Inquinamento degli oceani (What lies under Foto F. Rizkiyanto 2011)
La plastica come un diamante
Per produrre una bottiglia di plastica ci vogliono ore o giorni a seconda di quando facciamo partire il cronometro del processo produttivo. Ma quanto tempo trascorrerà prima che un oggetto abbandonato nell’ambiente marino si degradi? Per una bottiglia o un sacchetto di plastica ci vogliono addirittura centinaia di anni.
La parola plastica è usata per descrivere una serie di composti artificiali di diversi colori, forme e dimensioni. Le materie plastiche sono, infatti, dei polimeri, ossia lunghe catene di molecole, derivanti dal petrolio. Esse hanno caratteristiche, quali la malleabilità, la durabilità, la leggerezza e l’economicità, che le hanno rese un materiale diffuso e apprezzato. Tuttavia la leggerezza e la durabilità dal punto di vista ambientale rappresentano una minaccia. La leggerezza permette alla plastica di galleggiare e lasciarsi così trasportare dalle correnti e dal vento. La durabilità invece è legata al processo di degradazione. I rifiuti galleggianti di origine biologica sono sottoposti a biodegrazione. Immaginiamo di addentare una mela in una calda giornata estiva in barca. Finito lo spuntinopuò capitare che il torsolo cada involontariamente in mare. Quel torsolo navigherà dai 3 ai 6 mesi prima di biodegradarsi. La plastica di origine petrolchimica anziché biodegradarsi, si fotodegrada, fatta eccezione per la bioplastica, plastiche che non derivano dal petrolio ma da materie prime rinnovabili e/o biodegradabili (per esempio da amido di mais, grano o patate). La fotodegradazione è un processo in cui la luce solare rompe la plastica in pezzi sempre più piccoli, da chicchi di riso a schegge così minute che è necessario un microscopio per poterle vedere. Per esempio, cosa succede se si lasciano le mollette per il bucato appese al filo per stendere? Col passare del tempo si osserva che la plastica, di cui sono composte, prima si schiarisce, per poi rompersi per effetto della luce solare e delle intemperie. La plastica di dimensioni minori a 5 millimetri è definita microplastica. Esistono due categorie principali di microplastiche: i frammenti di piccole dimensioni che si sono staccati da pezzi più grandi, come le bottiglie di plastica, tramite la fotodegradazione e l’azione meccanica delle onde; e le piccole sferette di plastica che vengono aggiunte a prodotti cosmetici con la finalità di dermoabrasione leggera, il famoso scrubs. Diverse case cosmetiche negli ultimi anni sono state sensibilizzate su questa problematica e hanno bandito l’uso delle microsfere nei loro prodotti.
Microplastiche (SEA2 S. Moret)

Microplastiche (SEA2 S. Moret)
Stima dei tempi di degradazione di alcuni oggetti in mare (Riproduzione E. Turicchia)

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L’isola che c’è
Lo stato dell’arte
Bocconi indigesti
Le reti da pesca abbandonate possono essere una minaccia non solo per i pesci ma anche per mammiferi

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Somiglianza tra sacchetto di plastica e medusa (Foto NOAA)

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Tartaruga marina mentre mangia plastica

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Per approfondire
Anni di plastica per i quali è necessario trovare soluzioni e sensibilità. È una sfida per la scienza sviluppare materiali meno impattanti per l’ambiente e nuove tecniche per smaltire i rifiuti; ma ognuno di noi che, scostata l’indifferenza, può informarsi ed adottare comportamenti virtuosi. Qui di seguito sono riportati alcuni siti e documenti per approfondimenti sul tema:
How Does Plastic Pollution Affect Marine Life and How Can We Reduce It?
NOAA National and Oceanic and Atmospheric Administration, documento sullo stato dei rifiuti negli oceani.
National Geographic Education, slide e curiosità sul problema delle microplastiche.
Articolo di Còzaret al., PNAS, 2014.
EU European Union, documento comunitario sui rifiuti.
Video ed informazioni su REMORA, rete da pesca biodegradabile con sensori di rintracciamento.
Progetto GHOSTsugli impatti degli attrezzi da pesca abbandonati nel Nord Adriatico.
Greenreport.it articolo sulla spedizione scientifica italo-francese nel Santuario dei Cetacei.
A cura di Eva Turicchia










