Cittadinanza scientifica e partecipazione dei cittadini
18 GENNAIO 2020
C’era una volta lo scienziato che conduceva i suoi esperimenti, elaborava le sue teorie e fabbricava i suoi prodotti dall’interno del suo laboratorio. Che condivideva risultati, modelli e teorie con altri esperti prima di renderli noti al resto della società. Che era protagonista indiscusso dello sviluppo tecno-scientifico. I cittadini non erano parte del processo di ricerca e di innovazione, non avevano voce in capitolo e non potevano contribuire ai risultati della scienza (Latour, 2004).
Tokyo è la città più grande del mondo, con un agglomerato di 37 milioni di abitanti.

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La voce dei cittadini nella definizione dei programmi di ricerca
Tra le varie forme di partecipazione pubblica alla ricerca e all’innovazione che sono andate via via strutturandosi, ce n’è una particolarmente interessante, che è la consultazione dei cittadini nel disegno dei programmi di ricerca. Da diversi anni, infatti, la Commissione Europea supporta progetti per che coinvolgono i vari attori sociali nella definizione delle priorità di ricerca.
Il progetto CIMULACT (Citizen and Multi Actor Consultation on Horizon 2020), certamente una delle esperienze più significative in questo ambito, si è concluso proprio lo scorso marzo e ha coinvolto oltre 5000 singoli cittadini e 600 esperti per dare una direzione agli investimenti pubblici nella ricerca e nell’innovazione che fosse il più possibile condivisa e allineata ai bisogni e alle aspettative della società. I risultati della consultazione – che è stata condotta in 30 Paesi europei, sia attraverso focus group in presenza, sia online – ha portato ad individuare dodici cluster di bisogni sociali, tra cui l’uguaglianza, l’energia sostenibile e l’alimentazione sostenibile, che contribuiranno a indirizzare i programmi di ricerca dell’Unione Europea con l’obiettivo di connettere i bisogni sociali all’innovazione introdotta dalla ricerca. In particolare, come illustrato in figura, sono 23 i programmi di ricerca derivati da Cimulact.
Il progetto CIMULACT (Citizen and Multi Actor Consultation on Horizon 2020), certamente una delle esperienze più significative in questo ambito, si è concluso proprio lo scorso marzo e ha coinvolto oltre 5000 singoli cittadini e 600 esperti per dare una direzione agli investimenti pubblici nella ricerca e nell’innovazione che fosse il più possibile condivisa e allineata ai bisogni e alle aspettative della società. I risultati della consultazione – che è stata condotta in 30 Paesi europei, sia attraverso focus group in presenza, sia online – ha portato ad individuare dodici cluster di bisogni sociali, tra cui l’uguaglianza, l’energia sostenibile e l’alimentazione sostenibile, che contribuiranno a indirizzare i programmi di ricerca dell’Unione Europea con l’obiettivo di connettere i bisogni sociali all’innovazione introdotta dalla ricerca. In particolare, come illustrato in figura, sono 23 i programmi di ricerca derivati da Cimulact.
I 23 programmi di ricerca di Cimulact, fonte Fondazione Giannino Bassetti in Slideshare

I 23 programmi di ricerca di Cimulact, fonte Fondazione Giannino Bassetti in Slideshare
Pannelli fotovoltaici

Pannelli fotovoltaici
A cura di Anna Pellizzone
Per saperne di più:
- Latour B (2004) Which protocol for new collective experiments? In Henning Schmindgen (Ed) Experimental Cultures, Kadmos Verlag, Berlin, p.17
- arpa.umbria.it
- fondazionebassetti.org
- openinnovation.regione.lombardia.it


