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Al limite della vegetazione arborea, gli alberi sono nudi sul lato dove soffia il vento. Le piante da fiore crescono basse, le erbe, i muschi e i licheni sopravvivono meglio vicino al suolo. Questo è il paesaggio delle zone artiche dell'America, dell'Europa e dell'Asia dove il clima è freddo e secco. Il suolo è perennemente gelato e si può estendere in profondità per centinaia di metri. Renne, lepri, volpi artiche, ermellini e numerose specie migratorie si possono incontrare nella tundra artica.

Con il termine “steppa” si indicano ambienti costituiti da estese praterie temperate, caratterizzati in generale da estati calde e secche e da inverni freddi e piovosi. Le steppe dell’emisfero settentrionale si trovano all’interno dei continenti, tra le latitudini di 30° e 50°. Nell’emisfero meridionale questo bioma è meno diffuso e si trova principalmente in Sud America. Il clima della steppa è poco piovoso, con estati molto calde e inverni gelidi. In Asia, dal punto di vista climatico, le steppe orientali sono molto diverse da quelle occidentali. A oriente le precipitazioni non superano i 60 millimetri di pioggia all’anno, mentre le steppe occidentali possono riceverne fino a 400. Per quanto riguarda le temperature, nelle steppe asiatiche orientali si registra una temperatura media di 25 °C in estate e di –15 °C in inverno, mentre a occidente le medie estive non superano 20 °C, e 0°C quelle invernali. La mancanza di alberi è dovuta non solo ai fattori climatici, ma anche all’intenso pascolo dei grandi erbivori e, in alcuni casi, alla deforestazione operata dall’uomo. 

La steppa nel mondo

Le praterie temperate sono diffuse in tutti i continenti. Steppa è il nome con il quale sono meglio note ma ne esistono altri, a seconda della lingua dell’area geografica dove si trovano. Le praterie europee (puszta) si estendono dall’Ungheria alla Russia Meridionale e da qui fino alla Mongolia (steppa). In Sud America la steppa è presente in Perù e in Bolivia (puna) e in Argentina (pampa).

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Piante della steppa

La steppa è un bioma caratterizzato da una vegetazione di tipo erbaceo. Le steppe occidentali, più umide, sono particolarmente ricche di specie. Nelle zone umide, formate dallo scioglimento della neve, crescono alberelli e arbusti, in particolare pioppi e pioppi tremuli, che in alcuni casi formano piccoli boschi. Al contrario, la vegetazione delle steppe orientali è più povera ed è priva di alberi. Ovunque la vegetazione consta soprattutto di graminacee, erbe che, in alcuni casi, possono raggiungere i 2 metri di altezza come nel grande “mare d’erba” cinese. 

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Animali della steppa

Le estese praterie della steppa sono il regno dei grandi erbivori che compiono spesso notevoli migrazioni alla costante ricerca di nuovi pascoli. A causa della mancanza di nascondigli e della necessità di spostarsi, molti erbivori della steppa hanno evoluto dimensioni considerevoli, eccezionali adattamenti alla corsa e sensi capaci di percepire segnali anche molto distanti. Tipici erbivori della steppa sono: il bisonte europeo e quello nordamericano, il cavallo, che proviene dalle steppe asiatiche, l’antilocapra, che vive nelle praterie del Nord America, e il guanaco, un parente dei cammelli che popola le steppe argentine. 

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Piccoli mammiferi della steppa

Tra i grandi erbivori vivono molte specie di piccoli mammiferi che, per fuggire ai predatori, scavano profondi tunnel sotterranei. In sud America si trovano diverse specie di roditori: le cavie, oggi apprezzate come animali da compagnia, le viscacce, e i tuco-tuco, simili a grossi criceti. Le attività di scavo di questi roditori rimescolano continuamente i vari strati di suolo contribuendo all’aerazione del terreno e alla riduzione della concentrazione di sali minerali sulla superficie. 

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Animali della steppa australiana

In Australia la steppa ricopre quasi la metà dell’interno del continente. Il tipico abitante della steppa australiana è il canguro, ma esistono numerose altre specie di marsupiali, come l’opossum e il wombato, simile a un piccolo orso. Diversi uccelli australiani hanno perso la capacità di volare: l’emù e il casuario sono di grandi dimensioni e, come gli struzzi africani, sono ottimi corridori. Il kiwi è un piccolo uccello notturno incapace di volare; si nutre degli invertebrati che trova nel terreno grazie all’olfatto e all’udito.

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Ricchezze della steppa

La steppa è un paesaggio dove dominano i grandi spazi e dove l’uomo ha lasciato poche tracce del suo passaggio. Tuttavia, la steppa regala a chi si avventura tra le sue sconfinate terre luoghi di rara bellezza. Ma l’interesse per la steppa non è determinato dalla sola bellezza dei suoi paesaggi: il sottosuolo è spesso ricco di risorse minerarie e giacimenti di idrocarburi. La flora della steppa offre alcune piante medicinali, come l’eleuterococco (Eleutherococcus senticosus) conosciuto anche come ginseng siberiano. La steppa costituisce un’importante riserva di minerali e idrocarburi. 

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Dalle antiche e leggendarie dinastie si sono originate le attuali popolazioni presenti in Russia, Mongolia, Cina, ecc. Nei territori della steppa rimangono oggi solo poche etnie che mantengono ancora oggi antichi stili di vita. Gli Yi vivono nel sudovest della Cina, nelle province dello Yunnan, del Sichuan, del Guizhou e dello Guangxi e sono oggi circa 6 milioni e mezzo. La loro terra non consente di insediarsi stabilmente: gli Yi sono un popolo nomade che crea i propri villaggi itineranti soprattutto intorno alle oasi o ai laghi che punteggiano il territorio. Il centro della vita della tribù è la tenda. Chiamata yurta, essa è una cupola tonda. Le pareti diritte sono fatte d’intelaiature di asticelle, tenute insieme con strisce di cuoio. Essendo gli Yi nomadi, l’intera yurta è smontabile e portatile. Quando è smontata (occorrono circa due ore), la yurta può essere caricata su tre cammelli o quattro cavalli. Arrivando ad un nuovo campo, la yurta può essere montata in tre ore da due persone. È solida, capace di resistere a forti venti e persino ad una tigre sul tetto. La yurta non è la sola cosa importante della vita nomade. I cavalieri delle steppe sono pastori e cacciatori e il cavallo è vitale non solo per essere cavalcato. Il latte delle cavalle, trasformato in cagliata, in polvere, fermentato o semplice, è un cibo importante insieme alla carne stessa. La pelle dell’animale è inoltre trasformata in stivali di pelle, sacche, ciotole, borse; servono per la guerra, e misurano parte della ricchezza di un uomo. I cavalli non sono gli unici animali allevati dalle tribù. Pecore, vacche e buoi sono comuni in tutta la steppa. I cammelli sono usati particolarmente vicino alle regioni più aride. La vita di ogni singola tribù Yi è organizzata intorno al capo-tribù detto khahan. In generale, egli esercita la propria autorità solo all’interno della propria tribù, ma, eccezionalmente, può unire molte tribù attraverso le conquiste e la diplomazia. Altre tribù ancora possono aggregarsi spontaneamente sotto il suo governo, o per amicizia o per paura, fino a riunire una potente nazione di cavalieri guerrieri.

Antichi popoli eurasiatici: gli Sciti

Le steppe eurasiatiche e le praterie nordamericane furono abitate da popoli affascinanti e leggendari e sono state lo scenario di importanti avvenimenti storici Nell’VIII secolo a.C., un gruppo di tribù nomadi indo-iraniche penetrò in Europa orientale e si stabilì tra la catena montagnosa dei Carpazi e il fiume Dnepr. Lo storico Erodoto li descrive come abili cavalieri, feroci guerrieri e ricchi pastori. I greci li chiamavano Sciti e la Scizia era il territorio compreso tra il Danubio e il Don che queste tribù controllavano militarmente. 

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I Mongoli di Gengis Khan

All’inizio del XII secolo numerose tribù turco-mongole nomadi, simili per lingua, cultura e costumi di vita, vivevano nell’altopiano stepposo dell’Asia centrale. Questi gruppi si erano uniti in piccole tribù per lo più famigliari, armate e decise a difendere i loro pascoli e le mandrie. A capo delle tribù c’erano i clan più potenti che decidevano quando e dove accamparsi, pascolare il bestiame e contro chi combattere. Le famiglie più deboli conservavano l’autorità e il possesso dei propri animali, ma dovevano pagare un tributo al clan dominante. 

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Gli indiani d’America

Gli europei attribuirono il nome di “indiani” ai nativi americani perché Cristoforo Colombo, quando scoprì le Americhe, credeva di essere giunto nelle terre dell’estremo Oriente allora chiamate “Indie orientali”. Quando giunsero i primi europei, gli indiani erano forse più di 5 milioni, divisi fra numerose tribù. Molti di loro erano cacciatori nomadi, ma non mancava l’agricoltura che si basava soprattutto sul mais. Il bisonte era la preda preferita da diverse tribù indiane. Tra il Mississippi e le Montagne Rocciose vivevano Comanche, Arapaho, Cheyenne, Piedi Neri e Sioux, cacciatori di bisonti. 

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Miniere, industria e artigianato

L’industria muove ancora i primi passi ed è principalmente basata sulla lavorazione della lana, del pellame (abbigliamento in pelle e calzature) del cashmere, della carne e dei latticini. L’industria pesante è rappresentata dai settori elettrico, dei prodotti minerali e forestali, dei materiali per costruzione. L’artigianato, oltre ad occuparsi delle medesime attività, vanta una tradizione secolare nella manifattura dell’argento e delle pietre semi-preziose. Oltre all’estrazione di idrocarburi, nel sottosuolo della steppa sono presenti molti altri giacimenti: rame, molibdeno, fosforo, oro, ma anche pietra calcarea e dolomia. 

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Lo sfruttamento agricolo

Lo sfruttamento agricolo di queste aree ha portato ad una serie di conseguenze concatenate: le specie animali e vegetali appartenenti alla comunità della steppa si trovano sempre più minacciate. Gli scavatori di tane come le talpe danneggiano i raccolti, gli animali più grossi che pascolano competono con le specie domestiche, e i predatori come i lupi minacciano la sopravvivenza del bestiame di allevamento. A difesa delle attività umane sono stati proposti programmi di sterminio delle specie “dannose”, soprattutto degli scavatori di tane, ma si è presto constatato che senza questi ultimi la struttura del terreno comincia a deteriorarsi. 

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Steppa

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Steppa Junior

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