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Pubblicato il dossier "Stop pesticidi 2021"

20 dicembre 2021
2 min di lettura
20 dicembre 2021
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E’ stato recentemente pubblicato e presentato l’annuale dossier Stop pesticidi 2021, realizzato da Legambiente in collaborazione con Alce Nero, documento che fotografa l’utilizzo di pesticidi in ambito agricolo in Italia. Nella Penisola, l’impiego di sostanze chimiche di sintesi, utilizzate per proteggere le colture da piante infestanti, insetti, funghi e dal possibile sviluppo di malattie biotiche, è ancora largamente diffuso, anche se in Italia il loro uso è in calo.

L’emergenza sanitaria globale che stiamo attraversando ci obbliga, ancora di più di ieri, a tenere in forte considerazione lo stretto legame di causa ed effetto che esiste tra esseri umani e Pianeta. Senza un cambiamento sistemico globale la salute dell’ecosistema sarà definitivamente compromessa. Secondo Legambiente e Alce Nero, vi sono strade alternative percorribili che potrebbero ulteriormente ridurre l’uso dei pesticidi: corrette pratiche di gestione agronomica, uso di organismi competitori, fitofarmaci di origine naturale. Le strategie europee Biodiversità e Farm to Fork puntano alla sostenibilità del settore agroalimentare. L’obiettivo al 2030 è la riduzione del 50% dei pesticidi e degli antibiotici usati negli allevamenti, e del 20% dei fertilizzanti; il 25% dei terreni agricoli dovrà essere dedicato al biologico e il 10% delle aree agricole dovrà essere destinato a fasce tampone e zone ad alta biodiversità.

Con 80mila operatori e 2 milioni di ettari coltivati (il 15% della superficie agricola utilizzabile), l’Italia è leader europeo del biologico. L’approvazione definitiva della legge sull’agricoltura biologica, che dovrebbe verificarsi a breve, rappresenterebbe un segnale importante per stimolare il settore, renderlo più competitivo e fare dell’Italia un esempio trainante per l’Europa.

Qualche dato
Dall’analisi di 2.519 campioni di alimenti di origine vegetale (compresi quelli derivanti dall’apicoltura) la buona notizia è che la percentuale di campioni irregolari è decisamente bassa (1,39%), mentre il 63,29% sono regolari e senza residuo.
I residui di fitofarmaci si ritrovano maggiormente nella frutta: nell’uva da tavola (85,71%), nelle pere (82,14%), nelle fragole (71,79%) e nelle pesche (67,39%). Le maggiori irregolarità si riscontrano negli agrumi, nei piccoli frutti e nella frutta esotica. Per quanto riguarda la verdura, pomodori e peperoni hanno elevate quantità di fitofarmaci (rispettivamente 60,20% e 48,15% dei campioni analizzati). Tra gli alimenti trasformati, vino (39,90%) e miele (20%) hanno la maggiore quantità di residui permessi.