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Dalla Luna a Giove passando per Marte: le esplorazioni spaziali del 2022

14 maggio 2022
10 min di lettura
14 maggio 2022
10 min di lettura

Anche il 2022 sarà un anno ricco di nuove missioni spazia: dalla Luna a Marte, fino alle lune di Giove, passando per la Stazione Spaziale Internazionale, ecco alcuni dei progetti che prenderanno il volo nel 2022!

James Webb Space Telescope

Il 25 dicembre 2021, alle ore 13:20 italiane, è stato lanciato dallo spazioporto di Kourou nella Guyana Francese il James Webb Space Telescope (Jwst), l’osservatorio spaziale più potente mai costruito, nato da una collaborazione tra la Nasa, l’Agenzia spaziale europea (Esa) e l’Agenzia spaziale canadese. Dopo un mese, James Webb ha raggiunto il suo punto di osservazione a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, più precisamente di trova nel secondo punto di Lagrange (L2), dove l’influenza di Terra, Luna e Sole si equilibrano.

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James Webb Space Telescope

L’obiettivo di Jwst sarà quello di scandagliare in profondità l’universo con una capacità straordinaria rispetto all’altro grande telescopio spaziale, Hubble. Il telescopio comincerà a guardare lo spazio remoto, nel tentativo di far luce (intercettandola) su uno dei misteri irrisolti dell’astrofisica moderna: capire come e quando la Via Lattea e le altre galassie si siano formate. Come una macchina del tempo, James Webb proverà ad osservare i primordi dell’universo, le prime galassie, la loro evoluzione fino ad arrivare al cosmo accessibile vicino a noi e ai pianeti extra-solari. Gli astronomi sperano proprio in questo: vedere e studiare quello che c’era appena 150 milioni di anni dopo la nascita dell’Universo, un “momento” di cui non conosciamo nulla, se non da un punto di vista teorico.
Una curiosità: James Webb è il più grande telescopio spaziale mai lanciato nello spazio. Il suo specchio ha infatti un diametro di 6,5 metri (quello di Hubble è di 2,4 metri), grazie al quale potrà raccogliere molta più luce di Hubble e, in questo modo, osservare anche oggetti nati poco dopo il Big Bang. Per osservare questi oggetti, inoltre, il telescopio scandaglierà nell’infrarosso, perché la luce prodotta da quelle antiche stelle è stata “stirata” nel tempo a causa del loro allontanamento e oggi si possono appunto scoprire solamente nell’infrarosso, lunghezza d’onda ottimale anche per lo studio dei pianeti extrasolari. Per lavorare nell’infrarosso, però, il telescopio dovrà essere molto freddo e perciò, nello spazio, dispiegherà un ombrello gigante per proteggersi dalle radiazioni solari.

Ritorno sulla Luna

Il 2022 vedrà intensificarsi il traffico verso la Luna, infatti, durante l’anno, dovrebbero partire almeno dieci missioni dirette sul satellite terrestre. Previsto per marzo, è stato ancora rinviato il lancio di Artemis 1, il capitolo inaugurale del programma Nasa che mira a portare la prima donna e il prossimo uomo sulla superficie lunare “non prima del 2025”.

La missione costituirà anche il volo inaugurale dello Space Launch System, il lanciatore pesante statunitense dallo sviluppo molto complesso, più volte ritardato e via via più costoso. A bordo di Artemis 1 ci saranno una decina di payload, tra i quali il minisatellite Argomoon, realizzato dalla torinese Argotec, sonde orbitali lunari e per studiare il meteo spaziale. E un lander giapponese che tenterà l’allunaggio.

Il test riguarderà lo Space Launch System (SLS), il gigantesco razzo alto quanto un palazzo di trenta piani (98 metri) sul quale sarà montata Orion, la capsula da trasporto per l’esplorazione dello Spazio profondo. Sarà un volo senza equipaggio, in attesa del primo allunaggio di un’astronauta sulla Luna previsto per il 2025, un anno più tardi di quanto inizialmente programmato. Ci sono comunque forti dubbi sulla possibilità di realizzare tutto in tempi così brevi.

A più o meno stretto giro, partirà Im-1 a bordo di un Falcon 9, con il lander lunare della Intuitive machines e altri strumenti. Sarà la prima missione del Commercial Lunar Payload Service, l’iniziativa Nasa per spingere i privati a fornire soluzioni per l’esplorazione extra-terrestre. A dicembre Im-2 porterà un lander che per la prima volta proverà a fare mining sulla Luna, estraendo ghiaccio con un piccolo trapano nella zona del polo sud. Come prevedibile, la concorrenza inizierà a intensificarsi con il traffico. A luglio è infatti previsto il decollo di Luna 25, la prima missione russa dagli anni ’70, che sbarcherà con un nuovo lander. La Corea ci proverà in agosto con una sonda orbitante, mentre in estate l’India invierà Chandrayaan-3, non solo per toccare il suolo, ma per esplorarlo con un rover. A portare un rover fra le desolate lande seleniche, proveranno anche gli Emirati Arabi a ottobre: il robot viaggerà con il lander della compagnia privata giapponese Ispace. L’Agenzia spaziale nipponica, invece, prevede di inviare un lander, Slim.

Il ritorno di Samantha Cristoforetti sulla ISS

Conto alla rovescia per la missione Minerva di Samantha Cristoforetti. Ispirato alla dea romana, incarna anche il rigore e la forza richiesti agli astronauti in preparazione a un lancio nello spazio. Il lancio è in programma il 20 aprile alle 12.37 italiane a bordo di un razzo Falcon 9 e nella Crew-4 di SpaceX, che partirà dal Launch Complex 39A del Kennedy Space Center. Per circa 6 mesi la Cristoforetti sarà impegnata a svolgere nuovi esperimenti scientifici sulla ISS, ricoprendo il ruolo di specialista della missione. Inoltre, una volta saliti a bordo della stazione, l’astronauta italiana sarà leader del segmento americano della ISS, ovvero responsabile di tutte le operazioni all’interno della parte occidentale della stazione.

 

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Stazione Spaziale Internazionale

L’Italia contribuirà alla missione Minerva attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana con l’invio di nuovi esperimenti scientifici che coprono diversi settori della medicina e della nutrizione e preparano il terreno per l’esplorazione spaziale del futuro. Compito di Samantha Cristoforetti sarà anche seguire alcuni esperimenti già a bordo della ISS e avviati nel 2019 dal collega Luca Parmitano durante la missione Beyond.

Rinviata la missione ExoMars2022

E’ stata sospesa a causa della guerra fra Russia e Ucraina la missione ExoMars 2022, il cui lancio era in programma a settembre. La guerra ha, infatti, minato le basi della collaborazione tra l’Agenzia Spaziale Europea e quella russa, Roscosmos, che avrebbe dovuto fornire il lanciatore (Proton-M) e il lander Kazachok. La conferma è arrivata dall’Agenzia Spaziale Europea che ha appunto sospeso (non cancellato) la missione diretta verso Marte per cercare soluzioni alternative alla collaborazione con la Russia. Non è stata una decisione facile, anche perché la riprogrammazione della missione non sarà rapida né economica. Bisognerà infatti trovare un nuovo lanciatore per sostituire Proton-M e costruire (e provare) un lander che possa sostituire Kazachok. La missione slitterà quindi al 2024. L’obiettivo della missione ExoMars22 è quello di far arrivare sul Pianeta rosso il rover dell’Esa Rosalind Franklin per cercare tracce di vita nel sottosuolo marziano. Il rover avrebbe dovuto trapanare il suolo di Marte fino a due metri di profondità e prelevare campioni da analizzare nel laboratorio all’interno della sua “pancia”, in cerca di prove della presenza di vita passata o presente.

Juno e le lune di Giove

La sonda Juno della NASA, lanciata nel 2011, studia Giove dal 2016, inviando immagini spettacolari del gigante del Sistema Solare e delle sue numerose lune (sono 80 quelle finora note). La sonda Juno e il suo team di missione hanno finora fatto scoperte sulla struttura interna, sul campo magnetico e sulla magnetosfera di Giove e hanno compreso che le sue dinamiche atmosferiche sono molto più complesse di quanto gli scienziati abbiano pensato fino ad oggi.
A fine settembre effettuerà un passaggio ravvicinato a Europa, uno dei satelliti del pianeta. I dati raccolti potranno offrire nuovi spunti per l’analisi di questo satellite, che appare come una grande palla di neve: la sua superficie, spessa e ghiacciata, ricopre un gigantesco oceano che si stima contenga il doppio di tutta l’acqua degli oceani terrestri. Europa è tenuta sotto controllo da tempo e secondo gli astronomi è tra i principali candidati a ospitare forme di vita nel nostro sistema solare, oltre naturalmente alla Terra.
Estesa fino al settembre 2025, o alla fine della sua vita (a seconda dell’evento che si verifica per primo), la missione non solo continuerà le osservazioni chiave di Giove, ma amplierà anche le sue indagini nel ben più vasto sistema gioviano con sorvoli pianificati e osservazioni mirate e ravvicinate delle lune Ganimede, Europa e Io.

Cabine di lusso per un turismo spaziale!

Space Perspective ha in questi giorni rivelato le illustrazioni delle sue cabine di lusso, che voleranno appese a una mongolfiera alimentata da idrogeno, ricavato da fonti rinnovabili invece che da combustibili fossili. Il costo del biglietto è di 125.000 dollari, molto competitivo rispetto alla media del prezzo di altri voli di turismo spaziale, che si attesta intorno ai 450.000 dollari. I primi lanci partiranno dal Kennedy Space Center in Florida a partire dalla fine del 2024.

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Crediti: Space Perspective

L’acquisto del biglietto prevede un viaggio – minimo due ore – che comprende l’andata e il ritorno con uno splashdown nell’oceano. Connettività Wi-Fi e drink bar completano lo “Space Lounge” all’interno della capsula Neptune dell’azienda. Nel prezzo non è però compresa l’emozione della gravità zero, visto che la mongolfiera raggiunge i 30 chilometri, molto più bassa delle rivali Virgin Galactic, che supera poco più di 80 chilometri di altezza, o Blue Origin, che sfiora la linea Karman, a circa 99,7 chilometri sul livello del mare, il confine spaziale riconosciuto a livello internazionale. I passeggeri saranno counque al di sopra del 99% dell’atmosfera terrestre e potranno vedere il nero dello spazio e la curvatura della Terra.

Nessuna preparazione o addestramento è richiesto ai viaggiatori, che proveranno l’emozione soft di allontanarsi dalla Terra a una velocità di crociera di 19 chilometri orari, comodamente alloggiati in cabine dotate di finestre alte 1,5 metri, sedili profondi, toni scuri e viola e luci soffuse. Un’atmosfera che contrasta con le capsule bianche e igienizzate dei suoi concorrenti. Finora sono stati venduti più di 600 biglietti e la Space Perspective prevede 25 voli nel suo primo anno, con tutti i posti prenotati.

A cura di Benedetta Palazzo