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Le ultime parole di Voyager 1?

19 dicembre 2023
1 min di lettura
19 dicembre 2023
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La sonde gemelle Voyager 1 e Voyager 2, sono partite dalla Terra nel 1977 e da allora inviano sul nostro pianeta informazioni molto importanti sui pianeti più grandi del Sistema Solare. Sembra incredibile, eppure, dopo 47 anni, le batterie termoelettriche a isotopi radioattivi continuano ad alimentare i sistemi di rilevazione trasportati dalle sonde. Tra le sonde gemelle, forse la seconda è la più famosa perché ha osservato Giove e Saturno, come Voyager 1, e poi anche Urano e Nettuno sfruttando la posizione particolare assunta reciprocamente dai pianeti giganti alla fine degli anni settanta. Durante tutto questo lungo viaggio nel tempo e nello spazio, le sonde non hanno quasi mai perso il contatto con la NASA, l’ente spaziale americano. Tutto bene fino a qualche settimana fa quando Voyager 1 ha iniziato a inviare sulla Terra messaggi strani. Oggi la prima sonda si trova a 24 miliardi di chilometri da noi, si tratta dell’oggetto artificiale che ha viaggiato più lontano in assoluto.

Le sonde Voyager comunicano con gli scienziati della NASA mediante un codice binario, cioè una sequenza di 0 e 1 proprio come fanno tutti i nostri dispositivi elettronici, dai computer ai telefoni cellulari. Ci vogliono circa 22 ore perché un messaggio giunga sulla Terra e altre 22 perché un comando arrivi alle sonde. La comunicazione è decisamente lenta però ha sempre funzionato bene. Ma da qualche tempo, Voyager 1 sta inviando sequenze senza senso, tutte uguali e ripetitive, come se si fosse inceppata. Gli scienziati stanno cercando di riprogrammare la sonda ma le speranze di riuscire a recuperarla sono poche. Le sonde hanno lavorato benissimo, oltre le aspettative ma, in base ai calcoli, perderemo il contatto con loro a partire dal 2025. Da quel momento in poi, le sonde saranno davvero da sole e alla deriva nello spazio profondo.