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UE, quali tecnologie sono disponibili per la transizione energetica?

12 novembre 2021
2 min di lettura
12 novembre 2021
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Per raggiungere gli obiettivi del Green Deal, l’insieme di iniziative politiche proposte alla Commissione europea con l’obiettivo generale di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050, è necessario aumentare significativamente ricerca e innovazione, pubbliche e private, nel settore delle tecnologie energetiche pulite, passando poi dal laboratorio al mercato. A dichiararlo è la Commissione europea nel suo ultimo rapporto dedicato alla competitività dell’industria verde comunitaria. Il documento esamina i progressi compiuti su eolico, fotovoltaico, pompe di calore, batterie, elettrolisi, smart grid e produzione di carburanti sostenibili.

Il rapporto mostra che l’Europa rimane in prima linea nella ricerca di tecnologie a basso impatto di carbonio. A livello globale, risulta avere una quota maggiore di invenzioni ‘verdi’ nelle tecnologie di mitigazione dei cambiamenti climatici, rispetto ad altre grandi economie. Inoltre, dal rapporto emerge che i brevetti sono tornati a crescere e gli Stati membri sono impegnati a recuperare il ritardo accumulato in alcuni settori chiave, come l’energy storage. Viene anche confermata la leadership europea nel settore dell’eolico, in particolare nel campo dell’offshore.

L’industria delle batterie UE sta recuperando terreno grazie a una combinazione di investimenti nella produzione, aumento della domanda di veicoli elettrici e attenzione al riciclaggio per affrontare il problema delle materie prime. Le industrie europee delle pompe di calore, dei combustibili rinnovabili, delle reti intelligenti e dell’idrogeno rinnovabile sono in una buona posizione per beneficiare della crescente domanda di energia pulita. La loro posizione competitiva dipenderà dalla velocità di penetrazione/sviluppo, dall’impegno finanziario, nonché da un quadro giuridico favorevole e dagli sviluppi di altri settori (ad esempio, trasporto aereo e marittimo).

Sono infine necessari maggiori sforzi per colmare il divario tra innovazione e mercato. Le start-up tecnologiche per il clima nate in Europa, infatti, continuano a seguire le loro controparti, trasferendosi negli Stati Uniti o in Asia per poter raggiungere il mercato.