Vita da virus
10 MAGGIO 2020
Cosa sono i virus
Come si riproducono
Il sistema immunitario ci difende dai virus
I vaccini
La storia dei vaccini
Il termine vaccino deriva chiaramente da vacca: è vaccino il latte o il formaggio ottenuto dalle bovine. Ma perché un medicinale ha il nome di uno yogurt? Il vaiolo è una terribile malattia virale che ha ucciso milioni di persone nel mondo. L’inglese Edward Jenner era un medico di campagna e intorno al 1770 osservò che i mungitori e gli allevatori di mucche non si ammalavano di vaiolo. Scoprì che il vaiolo che attacca i bovini si trasmette alle persone ma non è letale, quindi intuì che il contatto con le bestie ammalate potesse rendere gli uomini immuni. Allora provò a iniettare il siero infetto di una pustola bovina nel corpo di un giovane paziente: il ragazzo non si ammalò di vaiolo. Dopo oltre 20 anni di studi, il medico di campagna perfezionò l’invenzione che ha salvato, e continua a salvare, miliardi di vite. Il vaccino porta ancora oggi questo nome in memoria degli studi di Jenner. Grazie ai vaccini il vaiolo non esiste più. L’ultimo caso di poliomielite in Italia risale al 1982. Conviene ricordarcelo quando ci vengono dubbi sull’importanza dei vaccini.
Le zoonosi
Spillover, il salto di specie
Non c’è essere vivente immune all’attacco dei virus, nemmeno i batteri. Il salto di specie (in inglese spillover) è il fenomeno naturale per cui un virus che colpisce gli animali, cambia, si trasforma e diventa capace di attaccare gli esseri umani. Per capirne il funzionamento, torniamo al meccanismo di riconoscimento tra virus e cellula. Se le proteine del virus si incastrano con quelle che sporgono dalla cellula, come una chiave nella serratura, allora l’infezione avviene. Ma ogni cellula ha la sua serratura. Quindi i virus che hanno la chiave giusta per infettare le cellule delle chiocciole, non colpiscono le nostre, e viceversa. Però i virus si riproducono velocemente e in grande numero, errori nella produzione delle copie sono sempre possibili. Può succedere che la chiave di un virus animale cambi per caso, si trasformi e diventi compatibile con la serratura delle cellule umane. Accade più frequentemente nei coronavirus, questi virus possono acquisire la capacità di passare dagli animali all’uomo con più facilità. Probabilmente, questo Covid-19 era un virus che attaccava di norma i pipistrelli. Il salto di specie avviene più facilmente dove c’è un contatto prolungato tra l’uomo gli animali, per esempio, dove ci sono grandi allevamenti o dove gli animali selvatici fanno parte della dieta umana. Più è prolungato il contatto tra animale e uomo, più è probabile che un virus cambi casualmente e diventi pericoloso per l’umanità.
I virus e il degrado dell’ambiente
La maggior parte dei nuovi virus proviene dalle foreste tropicali. Queste, infatti, sono gli ambienti più ricchi di esseri viventi e i più complessi del mondo. In questi ambienti vivono milioni di specie diverse, si tratta di animali, piante, funghi e microrganismi ancora in parte sconosciuti che portano al loro interno, virus e parassiti altrettanto ignoti. Finché le foreste sono integre e sane, i virus stanno negli esseri che li ospitano mentre questi gironzolano tra i grandi alberi. Dove si uccide la fauna e dove si abbattono gli alberi per fare strade, campi, legname, pascoli e poi miniere e città, si toglie la casa naturale ai virus e agli altri parassiti. Più si entra in un ambiente per distruggerlo, più aumenta la possibilità che l’uomo entri in contatto con virus e parassiti sconosciuti. Un parassita disturbato nella sua vita quotidiana e sfrattato dal suo ospite abituale ha due possibilità: sparire o, purtroppo per noi, trovarsi una nuova casa.
A cura di Andrea Bellati



