È nato prima l’uovo o il mammifero?
11 maggio 2026
Per molto tempo gli scienziati si sono chiesti come si riproducessero gli antenati più antichi dei mammiferi. Oggi la maggior parte dei mammiferi partorisce piccoli già sviluppati. Ma era così anche milioni di anni fa?
Una nuova scoperta scientifica sembra aver risolto questo mistero grazie a un fossile straordinario che risale a circa 250 milioni di anni fa. Il fossile contiene l’embrione di un animale chiamato Lystrosaurus, un lontano parente dei mammiferi moderni. Questo embrione è stato trovato all’interno di un uovo fossilizzato e rappresenta la prima prova diretta che gli antenati dei mammiferi deponessero uova, proprio come fanno oggi rettili e uccelli. Il Lystrosaurus era un animale erbivoro appartenente ai terapsidi, un gruppo di vertebrati da cui in seguito si sono evoluti i mammiferi. Visse tra la fine del Permiano e l’inizio del Triassico, circa 250 milioni di anni fa. In quel periodo la Terra attraversò una grande estinzione di massa: alla fine del Permiano scomparvero moltissime specie animali e vegetali. Nonostante questo disastro, il Lystrosaurus riuscì a sopravvivere e a diffondersi in molte parti del pianeta, diventando uno degli animali più comuni della sua epoca. Gli scienziati pensano che alcune caratteristiche biologiche di questo animale possano averlo aiutato ad adattarsi a un ambiente molto difficile, caratterizzato da caldo intenso e lunghi periodi di siccità. Il fossile studiato dai ricercatori è davvero speciale: al suo interno si trova un minuscolo embrione rannicchiato, rimasto conservato dentro all’uovo per milioni di anni. Grazie a tecnologie avanzate, come le scansioni con potenti strumenti diagnostici, gli studiosi hanno potuto osservare l’embrione senza distruggere il fossile. Le analisi hanno mostrato che l’animale non era ancora completamente sviluppato: alcune parti del suo scheletro, come la mandibola, non erano del tutto formate. Questo indica che il piccolo sarebbe dovuto nascere dall’uovo prima di diventare indipendente. Perché una scoperta del genere non era stata fatta prima? Probabilmente perché le uova di questi antichi animali non avevano un guscio duro come quello degli uccelli. Erano più simili a quelle degli ornitorinchi e delle echidne, gli unici mammiferi moderni che depongono ancora uova. Queste uova avevano un guscio morbido e flessibile, che si conserva molto difficilmente nei fossili. Per questo motivo trovare un embrione fossilizzato di questo tipo è un evento rarissimo. La scoperta aiuta gli scienziati a capire meglio come si sono evoluti i mammiferi nel corso della storia della Terra. Probabilmente i primi antenati deponevano uova e solo molto più tardi alcune specie iniziarono a “trattenerle” all’interno del corpo e a partorire piccoli già sviluppati. Studiare fossili come questo permette di ricostruire il passato della vita sul nostro pianeta e di capire meglio come gli animali si siano adattati ai cambiamenti dell’ambiente nel corso di milioni di anni. Dentro quel piccolo uovo fossilizzato non c’è solo un embrione antico: c’è anche un pezzo della storia evolutiva che, alla fine, porterà alla comparsa dei mammiferi moderni… E anche della nostra specie.