Linee di Nazca: un grande mistero che forse stiamo per risolvere
18 marzo 2026
Nel deserto del Perù esiste uno dei più grandi enigmi dell’archeologia: le linee di Nazca. Si tratta di giganteschi disegni tracciati sul terreno più di duemila anni fa. Per oltre un secolo gli studiosi hanno cercato di capire chi le ha create e perché.
Oggi, grazie alle nuove tecnologie e all’intelligenza artificiale, gli scienziati pensano di essere sempre più vicini a risolvere questo antico puzzle. Le linee di Nazca sono chiamate geoglifi, cioè disegni realizzati direttamente sulla superficie della Terra. Si trovano in una grande area desertica a sud di Lima, la capitale del Perù. Questi disegni rappresentano molte figure diverse: animali come uccelli e scimmie, forme geometriche come spirali e trapezi, immagini di piante e persone. Le figure in totale occupano una superficie di circa 450 chilometri quadrati, un’area enorme, quasi quanto una grande città. La cosa più sorprendente è che molti di questi disegni sono così grandi che si possono vedere bene solo dall’alto, ad esempio da un aereo o da un drone. Gli autori di queste opere furono gli antichi Nazca, una civiltà che visse tra circa 200 a.C. e 650 d.C. Le linee non sono state dipinte. Gli antichi Nazca le realizzarono spostando le pietre scure della superficie del deserto, per far emergere il terreno più chiaro che si trova sotto. Questo metodo ha permesso ai disegni di restare visibili per secoli. Il clima del deserto è infatti molto secco e quasi senza pioggia; quindi, le linee non sono state cancellate dal tempo. Gli studiosi pensano che i Nazca pianificassero attentamente le figure usando strumenti semplici e misure precise. Il vero significato delle linee è rimasto a lungo un mistero. Nel tempo sono state proposte molte ipotesi. Gli archeologi pensavano che fossero un calendario astronomico legato alle stelle, oppure percorsi rituali usati durante cerimonie religiose o segnali per indicare la presenza di acqua nel deserto… Nessuna teoria, però, è stata completamente dimostrata. Negli ultimi anni gli archeologi hanno iniziato a usare satelliti, droni e immagini aeree per studiare il deserto. Ma la zona è enorme e analizzare tutte le fotografie richiede moltissimo tempo. Per questo alcuni ricercatori hanno deciso di usare l’intelligenza artificiale: gli algoritmi sono stati addestrati a riconoscere i disegni nelle immagini del terreno. Il risultato è stato sorprendente: in soli sei mesi gli scienziati hanno scoperto 303 nuovi geoglifi, quasi raddoppiando il numero di figure conosciute. Grazie a queste nuove scoperte, gli studiosi hanno iniziato a pensare che molte figure fossero visibili mentre le persone camminavano lungo particolari sentieri nel deserto. Questo significa che le linee potrebbero essere state create per accompagnare processioni o rituali religiosi, mostrando immagini legate alle attività e alle credenze del popolo Nazca. L’uso dell’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui gli archeologi studiano il passato: gli algoritmi possono analizzare enormi quantità di dati molto più velocemente degli esseri umani. Naturalmente le scoperte devono sempre essere controllate dagli archeologi sul campo, ma la tecnologia aiuta a trovare più facilmente nuovi siti da studiare. Anche se abbiamo imparato molto sulle linee di Nazca, il loro significato non è ancora completamente chiaro. Tuttavia, grazie alle nuove tecnologie, gli scienziati stanno scoprendo sempre più dettagli. Forse nei prossimi anni riusciremo finalmente a capire perché gli antichi Nazca hanno creato questi enormi disegni nel deserto. Un mistero che dura da oltre duemila anni potrebbe finalmente essere risolto.