La storia degli apparecchi per i denti
6 febbraio 2026
Molte persone pensano che l’uso di apparecchi dentali per raddrizzare i denti sia un’idea antichissima, addirittura praticata dagli Egizi e dagli Etruschi. Per anni nei libri di odontoiatria si è letta la storia di fili d’oro e materiali naturali utilizzati per ottenere quel sorriso “perfetto” che oggi associamo ai moderni apparecchi. Tuttavia, ricerche più recenti indicano che gran parte di queste storie sono miti e non riflettono davvero ciò che accadeva nel passato.
Gli archeologi e gli storici della dentatura hanno esaminato con attenzione reperti come il ponte dentale di El-Quatta, risalente al 2500 a.C., e si sono resi conto che i fili d’oro trovati vicino ai resti non servivano a spostare i denti. In realtà questi fili venivano usati per stabilizzare denti allentati o tenere in posizione denti sostitutivi, cioè fungevano da protesi, non da apparecchi per allineare la dentatura. Lo stesso vale per le bande d’oro rinvenute nelle tombe etrusche: erano probabilmente tutori per denti malati o danneggiati, non strumenti per “tirare” i denti verso nuove posizioni. Un altro indizio importante che smonta il mito è che molti di questi oggetti sono stati trovati nei resti di donne adulte, e non nella bocca di bambini o adolescenti, cioè nei gruppi d’età in cui oggi si applicano più spesso gli apparecchi ortodontici. Inoltre, il materiale impiegato, come l’oro molto puro, è troppo morbido per generare la pressione continua necessaria a spostare i denti, mentre le tecniche moderne usano metalli robusti e saldature precise per esercitare una forza costante. Forse ciò che sorprende di più è che le antiche popolazioni non avevano realmente bisogno di apparecchi come li intendiamo oggi. La malocclusione, cioè l’affollamento e l’allineamento irregolare dei denti, era molto rara nel passato. Le analisi di crani dell’età della pietra mostrano che i denti si allineavano quasi sempre senza problemi, e questo è legato alla dieta molto più dura e fibrosa dei nostri antenati, che faceva sviluppare mascelle grandi e robuste in grado di contenere comodamente tutti i denti. Al contrario, le diete moderne, con cibi morbidi e lavorati, non stimolano allo stesso modo la crescita dei mascellari, così oggi sono frequenti situazioni di denti affollati o sporgenti. È vero però che anche nell’antichità, quando qualcuno notava un dente cresciuto storto, si tentavano interventi molto semplici: un medico romano del primo secolo d.C. suggeriva di spingere dolcemente il dente con il dito ogni giorno per cercare di raddrizzarlo. Anche se primitivo, questo metodo si basa su un principio che resta alla base dell’ortodonzia moderna, cioè che una pressione costante può spostare un dente. Il vero sviluppo dell’ortodonzia come disciplina scientifica risale invece al XVIII secolo, quando il dentista francese Pierre Fauchard descrisse per la prima volta trattamenti dettagliati per correggere malocclusioni e inventò strumenti specifici per allargare l’arcata dentale. Questo lavoro è considerato l’inizio dell’odontoiatria moderna e ha aperto la strada agli apparecchi ortodontici che conosciamo oggi, compresi i bracket metallici, i fili elastici e gli allineatori trasparenti del XXI secolo. In sostanza, l’idea che antichi egizi o etruschi portassero apparecchi per avere un sorriso regolare è affascinante, ma non corrisponde alle prove reali.