L’inquinamento confonde l’olfatto delle formiche
24 febbraio 2026
Sapevate che le formiche costituiscono fino a due terzi della biomassa di tutti gli insetti nel mondo? Sono ovunque, e il segreto del loro successo planetario risiede in una struttura sociale quasi perfetta. Ma c’è un problema: la nostra attività umana sta rilasciando un nemico invisibile nell'aria che minaccia di mandare in frantumi questa armonia. Parliamo dell'inquinamento da ozono.
Per capire cosa sta succedendo, dobbiamo pensare alle formiche come a degli esperti di chimica. Non si riconoscono con la vista, ma attraverso un "passaporto odoroso" fatto di molecole sulla loro pelle, chiamate idrocarburi cuticolari (CHC). In questo mix, ci sono delle molecole specifiche, gli alcheni, che sono fondamentali per dire a una formica: "Ehi, io sono tua sorella, appartengo al tuo stesso nido". Il problema è che gli alcheni hanno una struttura chimica fragile, con doppi legami di carbonio che l'ozono può spezzare con estrema facilità. E noi umani abbiamo riempito l'atmosfera di ozono. Se in una zona incontaminata ne troviamo circa 10 parti per miliardo, nelle città arriviamo a 30, e nelle aree più inquinate si superano le 100 o persino le 200 unità. Uno studio recente del Max Planck Institute ha rivelato scenari inquietanti. Hanno preso delle formiche mietitrici, le Messor barbarus, e hanno esposto un singolo individuo a livelli di ozono simili a quelli delle nostre città. Quando quella formica è stata rimessa nel nido, è successo il caos: le sue stesse compagne hanno iniziato ad attaccarla. Morsi, testate, minacce con le mandibole spalancate... non la riconoscevano più come una di loro. L'ozono aveva letteralmente "cancellato" la sua identità chimica. Ma c’è di peggio. I ricercatori hanno osservato gli effetti anche sulla cura della prole nella specie Ooceraea biroi. Qui, l'esposizione all'ozono ha causato un vero e proprio fallimento sociale: le formiche adulte hanno iniziato a ignorare le larve, allontanandosi da loro e lasciandole morire. Non è che l'ozono fosse velenoso per i piccoli; era il "canale di comunicazione" tra adulti e larve che si era interrotto. Perché tutto questo dovrebbe preoccuparci? Perché le formiche non sono solo piccoli ospiti fastidiosi ai nostri picnic. Esse forniscono servizi ecosistemici vitali: controllano i parassiti, aerano il terreno e aiutano persino nell'impollinazione. Se le colonie collassano perché non riescono più a "parlarsi" o a riconoscersi, l'intero equilibrio naturale che sostiene anche la nostra agricoltura è a rischio.