Guida alle stelle cadenti per non perdersi Delta Aquaridi e Perseidi
27 giugno 2026
C'è un momento, ogni estate, in cui vale la pena sdraiarsi su un prato o su un lettino da spiaggia con il naso all'insù. Tra fine luglio e metà agosto il cielo notturno regala uno dei suoi spettacoli più generosi: due sciami meteorici che, in successione, trasformano le notti delle vacanze in un'occasione perfetta per ammirare le stelle cadenti. Ecco cosa sapere per non perdersele.
La notte tra il 30 e il 31 luglio 2026 due sciami meteorici raggiungono il massimo della loro attività nello stesso momento: le Delta Aquaridi Meridionali e le Alfa Capricornidi. Non capita spesso che due piogge di meteore coincidano così precisamente, e la combinazione promette un cielo animato da meteore di velocità media insieme a qualche bolide lento e particolarmente luminoso. Le Delta Aquaridi sono uno sciame meno appariscente di altri, ma estremamente affidabile: restano attive per settimane, da metà luglio a fine agosto, mantenendo un ritmo costante di meteore anziché concentrare tutto in una notte sola. Il loro radiante, cioè il punto del cielo da cui sembrano provenire, si trova nella costellazione dell'Acquario, vicino alla debole stella Skat; per individuarlo può essere utile partire dalla luminosa Fomalhaut o dal Grande Quadrato di Pegaso. Chi osserva dall'emisfero australe e dalle zone tropicali ha la visuale migliore, ma anche il sud Italia e più in generale l'Europa meridionale possono godersi un buon numero di meteore. Le Alfa Capricornidi, invece, sono uno sciame minore per quantità, poche meteore all'ora, ma compensano con la qualità: producono bolidi lenti e brillanti che possono lasciare il segno anche a chi osserva solo per qualche minuto. Il loro radiante è nella costellazione del Capricorno, rintracciabile partendo dalla stella Altair, nell'Aquila. C'è però una complicazione, quest'anno: il picco arriva subito dopo la Luna piena, che resterà alta e luminosa per buona parte della notte, oscurando le meteore più deboli. Un buon compromesso è provare a osservare circa una settimana prima del picco, quando la Luna tramonta verso mezzanotte lasciando cieli più bui, oppure cercare durante il picco stesso un punto di osservazione in cui un albero, una collina o un edificio nasconda il disco lunare.
Un dettaglio curioso: nelle stesse notti potrebbero già comparire le prime, timide meteore delle Perseidi, che si distinguono dalle Delta Aquaridi per la direzione di provenienza. Le Aquaridi arrivano da sud, le Perseidi da nord-est: osservando dopo mezzanotte, con un po' di fortuna, si possono intercettare meteore di entrambi gli sciami nella stessa serata. Se le Delta Aquaridi sono l'antipasto, le Perseidi restano il piatto forte dell'estate meteorica. Considerate lo sciame più famoso e prolifico dell'anno, sono attive dal 17 luglio al 24 agosto, ma il loro momento di gloria arriva tra il 12 e il 13 agosto 2026, con un massimo ampio che si estende dalla sera del 12 fino alla mattina del 13, e un picco di intensità atteso nelle prime ore del 13 agosto. Quest'anno le condizioni sono a dir poco ideali: la Luna Nuova cade proprio il 12 agosto, garantendo un cielo scuro senza interferenze, capace di far emergere anche le meteore più deboli che normalmente si perdono nel chiarore lunare. Nelle notti buone si possono contare fino a un centinaio di meteore all'ora, con radiante nella costellazione di Perseo, e frequenti bolidi particolarmente luminosi. Il periodo migliore per osservarle è nella seconda parte della notte, quando il radiante sale più in alto nel cielo, meglio tra la mezzanotte e le prime luci dell'alba. Le Perseidi sono ben visibili dalle medie latitudini dell'emisfero boreale; quindi, l'Italia si trova in una posizione favorevole; meno fortunati, invece, gli osservatori dell'emisfero australe, dove questo sciame è poco osservabile. Le Perseidi devono il loro materiale alla cometa 109P/Swift-Tuttle, che si avvicina alla Terra una volta ogni 133 anni ma lascia dietro di sé una scia di detriti che il nostro pianeta attraversa puntualmente ogni estate. Una curiosità storica: il picco dello sciame coincide quasi esattamente con la festa di San Lorenzo, martire cristiano del III secolo, ed è per questo che in molte tradizioni popolari le meteore di agosto sono chiamate "lacrime di San Lorenzo". Che si tratti del doppio spettacolo di fine luglio o dell'appuntamento più atteso di metà agosto, osservare le stelle cadenti resta una delle esperienze più semplici e gratuite che l'estate possa offrire. Non servono telescopi, binocoli o competenze particolari: bastano un cielo abbastanza buio, un po' di pazienza e la voglia di guardare in alto. Per chi è in vacanza, magari lontano dall'inquinamento luminoso delle città, questa può essere l'occasione perfetta per trasformare una serata in un piccolo rito collettivo, una coperta stesa a terra, gli occhi che si abituano al buio, e l'attesa, sempre un po' magica, della prossima scia di luce che attraversa il cielo.
- Consigli pratici per vedere al meglio questa doppia pioggia di corpi celesti.
- Cercare un luogo buio, lontano dalle luci cittadine, con un orizzonte ampio.
- Dall’Italia conviene guardare verso sud, dove i radianti restano relativamente bassi; nell'emisfero australe le due costellazioni salgono più alte, quasi allo zenit.
- Portare una sedia sdraio o una stuoia, con la testa leggermente sollevata per restare comodi e svegli.
- Evitare luci artificiali dirette (torce, fuochi, schermi): meglio una torcia a luce rossa, che non disturba l'adattamento degli occhi al buio.
- Non fissare il radiante: le meteore più lunghe e spettacolari si vedono osservando un po' più distante da quel punto.
- Concedersi pause di cinque, dieci minuti ogni ora, per non affaticare la vista.
- Prevedere almeno un'ora di osservazione continuativa: la pazienza, in questo caso, viene sempre ripagata.