Un occhio gigante per guardare l'Universo: partito il telescopio Roman
2 settembre 2026
Il 30 agosto 2026, alle 7:26 del mattino (ora della costa est degli Stati Uniti), un razzo Falcon Heavy di SpaceX è partito dal Kennedy Space Center, in Florida.
A bordo c'era un nuovo telescopio spaziale della NASA: il Nancy Grace Roman Space Telescope, dedicato alla prima astronoma capo della NASA, considerata anche "la madre" del celebre telescopio Hubble. Roman non resterà vicino alla Terra come fanno molti satelliti. Il suo obiettivo è raggiungere un punto speciale nello spazio chiamato L2 (secondo punto di Lagrange), a circa 1,5 milioni di chilometri da noi, dalla parte opposta al Sole. In quel punto la forza di gravità della Terra e quella del Sole si bilanciano, così il telescopio può restare fermo rispetto a noi senza consumare troppo carburante per correggere la rotta. Per arrivarci ci vorranno circa tre mesi di viaggio. Il lancio è andato benissimo: dopo appena sette minuti gli ingegneri a terra hanno ricevuto i primi segnali dal telescopio, e dopo circa un'ora e mezza si sono aperti correttamente i pannelli solari, che daranno energia a tutti gli strumenti di bordo. La caratteristica più incredibile di Roman è il suo campo visivo: riesce a osservare una porzione di cielo almeno 100 volte più grande di quella di Hubble, restando comunque estremamente nitido. È un po' come passare da una foto scattata con uno zoom potentissimo ma stretto, a una panoramica altrettanto dettagliata ma molto più ampia. Il cuore dello strumento è una fotocamera a infrarossi da 300 megapixel, che verrà accesa dopo qualche settimana di viaggio. Grazie a questa "super-fotocamera", nel corso della sua missione Roman potrà osservare la luce proveniente da circa un miliardo di galassie. Gli scienziati sperano che Roman li aiuti a capire alcuni dei più grandi misteri dell'astrofisica: come si è evoluto l'Universo nel corso di miliardi di anni, dalla sua nascita fino a oggi; qual è il suo destino finale, cioè come continuerà a cambiare in futuro; esistono altri pianeti simili alla Terra, magari capaci di ospitare la vita.
Per fare questo, il telescopio studierà anche due fenomeni misteriosi chiamati materia oscura ed energia oscura: sostanze e forze invisibili che non possiamo vedere direttamente, ma di cui sentiamo gli effetti perché influenzano il movimento delle galassie e l'espansione dell'Universo. Una volta operativo, Roman genererà ogni giorno circa 1,4 terabyte di dati: la quantità più grande mai prodotta da una missione astrofisica della NASA. Per analizzare questa enorme mole di informazioni, gli scienziati useranno strumenti di intelligenza artificiale, ma anche l'aiuto di cittadini scienziati volontari da tutto il mondo, che potranno collaborare a scoprire nuove galassie, stelle e pianeti. Ora inizia una fase di test e verifica di tutti gli strumenti, che durerà tre mesi. Se tutto andrà come previsto, le prime immagini pubbliche scattate da Roman arriveranno nei primi mesi del 2027: un nuovo modo per guardare l'Universo, che potrebbe cambiare per sempre quello che sappiamo sul cosmo.
(Fonte: Sci.News, 30 agosto 2026)