Un fungo terrestre in viaggio per Marte
5 maggio 2026
Quando immaginiamo un viaggio nello spazio pensiamo ad astronauti, satelliti o robot esploratori. Ma alcuni scienziati hanno scoperto che potrebbero esserci anche passeggeri invisibili: minuscoli organismi della Terra capaci di sopravvivere alle condizioni estreme dello spazio.
Tra questi c’è un fungo chiamato Aspergillus calidoustus, che secondo una nuova ricerca potrebbe resistere al lungo viaggio verso Marte. La scoperta è nata in luoghi molto particolari: le cleanroom della NASA, laboratori super puliti dove vengono costruite e preparate le sonde spaziali. In queste stanze tutto è controllato per evitare che microbi o polvere finiscano sui veicoli diretti verso altri pianeti. Nonostante queste precauzioni, i ricercatori hanno trovato 27 tipi diversi di funghi sulle superfici dei laboratori. Questo significa che alcuni microorganismi riescono a sopravvivere anche dopo le procedure di pulizia più severe. Per capire quanto fossero resistenti questi funghi, gli scienziati hanno raccolto le loro spore, minuscole strutture che permettono ai funghi di riprodursi e di sopravvivere quando l’ambiente diventa ostile. Le spore sono state poi sottoposte a una serie di test che imitavano le condizioni dello spazio e di Marte. Tra le prove c’erano: fortissime radiazioni ultraviolette, temperature molto basse, fino a circa –60 °C, pressione atmosferica molto bassa, radiazioni simili a quelle presenti nello spazio profondo, polvere simile a quella marziana. I risultati hanno sorpreso gli scienziati: molte spore sono sopravvissute, e quelle del fungo Aspergillus calidoustus si sono dimostrate particolarmente resistenti. Secondo lo studio, questo fungo potrebbe teoricamente resistere a tutte le fasi di una missione spaziale: dalla preparazione sulla Terra al viaggio nello spazio, fino all’arrivo su Marte. Questo non significa che Marte verrà sicuramente “contaminato” da organismi terrestri. Tuttavia, la scoperta dimostra che alcuni microbi sono molto più resistenti di quanto si pensasse. Gli scienziati sottolineano che solo una combinazione di condizioni estreme, come forte radiazione insieme a freddo intenso, è riuscita a distruggere completamente queste spore. La ricerca è molto importante per un campo chiamato “protezione planetaria”. Le agenzie spaziali devono evitare che i microbi della Terra contaminino altri pianeti perché se un organismo terrestre arrivasse su Marte, potrebbe creare confusione negli studi scientifici: gli scienziati potrebbero scambiarlo per vita marziana. Per questo, conoscere i microbi più resistenti aiuta a migliorare le tecniche di pulizia delle sonde spaziali e a rendere le missioni future più sicure per la ricerca scientifica. Questo studio mostra quanto la vita sulla Terra possa essere incredibilmente resistente, alcuni organismi microscopici riescono a sopravvivere in ambienti che sembrano impossibili: freddo estremo, radiazioni intense e quasi totale assenza d’aria. Studiare questi microorganismi non serve solo a proteggere altri pianeti, ma anche a capire fino a che punto la vita può adattarsi. E forse, proprio queste ricerche aiuteranno gli scienziati a scoprire se esiste davvero vita anche oltre la Terra.