Sentinel-2 documenta il ritiro del ghiacciaio Perito Moreno
14 luglio 2026
Per decenni è stato considerato un'eccezione, mentre gran parte dei ghiacciai della Patagonia arretrava a causa dell'aumento delle temperature, il Perito Moreno sembrava mantenere un equilibrio e stabilità quasi unici. Oggi, però, anche questo gigante di ghiaccio mostra segnali evidenti di ritirata.
Le più recenti immagini del satellite Sentinel-2 del programma europeo Copernicus, scattate lo scorso 30 giugno, mostrano il ritiro del fronte glaciale rispetto al 2016. Un cambiamento che conferma quanto gli studiosi osservano da anni. Infatti, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Progress in Physical Geography, basata su quasi trent’anni di osservazioni satellitari, nel 2025 il ghiacciaio ha registrato un arretramento record di circa 385 metri, il più consistente dal 1997. Dal 2019 il fronte si è ritirato di oltre 800 metri e tra il 1997 e il 2023 il Perito Moreno ha perso circa 3 chilometri quadrati di superficie. L’importanza scientifica del Perito Moreno deriva dal fatto che fino a pochi anni fa rappresentava uno degli esempi più noti di ghiacciaio relativamente stabile. Il ritiro documentato dalle immagini satellitari e dalle misurazioni degli ultimi anni suggerisce che anche i sistemi glaciali considerati più stabili stanno rispondendo agli effetti del riscaldamento del clima.
Secondo i glaciologi, il ritiro del Perito Moreno è dovuto alla perdita di quelle condizioni naturali che per lungo tempo ne hanno favorito la stabilità. A questo si aggiungono gli effetti del riscaldamento globale, che stanno modificando l'equilibrio tra accumulo di neve, fusione estiva e dinamica del ghiaccio. L'aumento delle temperature, insieme ai cambiamenti nelle precipitazioni e nella struttura del fronte glaciale, avrebbe reso il Perito Moreno più vulnerabile all'arretramento, in linea con quanto osservato in molti altri ghiacciai del pianeta. Il Perito Moreno è oggi uno dei ghiacciai del pianeta osservati con particolare attenzione dalla comunità scientifica perchè la sua evoluzione potrebbe fornire indicazioni preziose sul futuro dei grandi ghiacciai dell'America meridionale e, più in generale, sugli impatti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi montani.