La più grande mappa 3D dell’universo
22 maggio 2026
Immaginiamo di poter osservare l’universo come se fosse una gigantesca mappa tridimensionale, simile a quelle che usiamo per orientarci sulla Terra. Oggi questo sogno è diventato realtà: un gruppo internazionale di astronomi ha creato la più grande mappa 3D dell’universo mai realizzata, che mostra più di 47 milioni di galassie.
Questa mappa straordinaria permette agli scienziati di studiare come è fatto il cosmo e come si è evoluto nel corso di miliardi di anni. La mappa è stata realizzata grazie a uno strumento chiamato Dark Energy Spectroscopic Instrument (DESI), montato su un grande telescopio che opera negli Stati Uniti. Per cinque anni gli astronomi hanno raccolto la luce proveniente da milioni di oggetti lontanissimi nello spazio. In origine il progetto prevedeva di osservare circa 34 milioni di galassie, ma i risultati sono stati sorprendenti e hanno superato le aspettative: alla fine sono state mappate oltre 47 milioni di galassie e quasar, insieme a circa 20 milioni di stelle della Via Lattea. Ogni punto luminoso nella mappa rappresenta una galassia, cioè un enorme insieme di stelle, pianeti, gas e polveri. Anche la nostra galassia, la Via Lattea, fa parte di questo gigantesco “disegno cosmico”. Quando gli scienziati hanno osservato la mappa completa, hanno scoperto che le galassie non sono distribuite a caso. Al contrario, formano una specie di rete cosmica fatta di filamenti, gruppi e grandi spazi quasi vuoti. Questa struttura si è formata nel corso di miliardi di anni grazie alla gravità, la forza che fa attrarre tra loro gli oggetti dotati di massa. Studiando la disposizione delle galassie, gli astronomi possono capire come l’universo è cambiato nel tempo, infatti, la mappa non mostra solo lo spazio, ma anche il tempo. Alcune delle galassie osservate sono così lontane che la loro luce ha impiegato miliardi di anni per arrivare fino a noi. Questo significa che guardarle è come osservare il passato dell’universo. Gli astronomi riescono quindi a vedere come appariva il cosmo quando era molto più giovane, durante un periodo chiamato “cosmic noon”, cioè il momento in cui nelle galassie si formavano nuove stelle più velocemente che in qualsiasi altra epoca. Uno degli obiettivi principali di questa enorme mappa è studiare una delle più grandi domande della scienza: che cos’è la materia oscura? Gli scienziati pensano che questa misteriosa forma di energia costituisca circa il 70% dell’universo e sia responsabile dell’espansione sempre più veloce del cosmo. Analizzando la posizione e la distanza delle galassie nella mappa, i ricercatori possono capire meglio come l’universo si espande e se la materia oscura cambia nel tempo. Il lavoro degli astronomi non è finito: il progetto DESI continuerà a raccogliere dati nei prossimi anni per rendere la mappa ancora più dettagliata. Questa gigantesca “cartina dell’universo” aiuterà gli scienziati a comprendere meglio la storia del cosmo e forse a risolvere alcuni dei suoi misteri più profondi. In fondo, osservare milioni di galassie non significa solo studiare lo spazio: significa anche cercare di capire da dove viene l’universo e quale potrebbe essere il suo futuro.