Il T. rex aveva la febbre? No, era a sangue caldo come noi
29 ottobre 2026
Un termometro speciale, nascosto nei denti fossili, ha misurato la temperatura del dinosauro più famoso del mondo.
Quanto era "caldo" un Tyrannosaurus rex? Per decenni gli scienziati hanno potuto solo fare ipotesi. Ora un gruppo di ricercatori dell'Università della California a Los Angeles ha dato una risposta con un numero preciso: circa 36 gradi, più o meno come la temperatura del nostro corpo. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Science Advances. Gli animali si dividono in due grandi gruppi. Quelli "a sangue freddo", come lucertole e coccodrilli, dipendono dal calore dell'ambiente: per muoversi devono scaldarsi al sole. Quelli "a sangue caldo", come mammiferi e uccelli, producono calore da soli grazie al cibo che mangiano, e restano attivi anche quando fa freddo. Per molto tempo i dinosauri sono stati immaginati come enormi lucertoloni lenti. Negli ultimi decenni, però, molte scoperte hanno cambiato questa idea. Oggi sappiamo che gli uccelli discendono proprio dai dinosauri, e il T. rex era un loro lontano parente. Come si misura la temperatura di un animale morto 66 milioni di anni fa? La risposta sta nello smalto dei denti, il materiale più duro del corpo, che si conserva benissimo nei fossili. I ricercatori hanno analizzato frammenti di tre denti di Thomas, uno degli scheletri di T. rex più completi al mondo. Thomas è stato ritrovato negli Stati Uniti e oggi è conservato in un museo di Los Angeles. Lo smalto contiene atomi di carbonio e di ossigeno. Alcuni di questi atomi sono un po' più pesanti degli altri, e il modo in cui si legano tra loro dipende dalla temperatura del corpo in cui lo smalto si è formato. Misurando questi legami, gli scienziati possono risalire alla temperatura dell'animale quando era vivo. Per essere sicuri di non misurare solo il caldo dell'ambiente, hanno confrontato i risultati con quelli di coccodrilli vissuti nello stesso luogo e nella stessa epoca. Il risultato è 36,3 gradi, con un margine di incertezza di 2,5 gradi. È più di un rettile moderno, che si ferma intorno ai 28-30 gradi, ma meno della maggior parte degli uccelli, che arrivano a 40-43 gradi. Il T. rex si trovava quindi a metà strada tra i rettili e i suoi discendenti con le piume. Essere a sangue caldo aveva un prezzo: bisognava mangiare moltissimo per produrre tutta quell'energia. Ma c'erano anche grandi vantaggi. Il T. rex poteva cacciare senza aspettare che il sole lo scaldasse. Poteva anche spingersi in zone fredde, dove un animale a sangue freddo avrebbe faticato a sopravvivere. Questo aiuterebbe a spiegare perché resti di tirannosauri sono stati trovati persino in Alaska. Attenzione però: il risultato vale per il T. rex e non per tutti i dinosauri. Secondo gli esperti, alcuni potrebbero essere stati a sangue freddo. La prossima sfida sarà misurare anche loro.