Il segreto dietro le pareti di Tutankhamon
21 ottobre 2026
Nella tomba del faraone bambino potrebbero nascondersi stanze mai viste. E forse una regina.
Nel 1922 l'archeologo inglese Howard Carter scoprì nella Valle dei Re, in Egitto, una delle tombe più famose della storia. Era quella di Tutankhamon, il faraone salito al trono da bambino e morto giovanissimo, a circa 19 anni. Dentro c'erano tesori straordinari, come la celebre maschera d'oro. Eppure, qualcosa non tornava: per essere la tomba di un re, era sorprendentemente piccola. Nel 2015 l'egittologo britannico Nicholas Reeves ha proposto un'idea audace. Secondo lui la tomba, che gli archeologi chiamano KV62, non era stata costruita per Tutankhamon. L'indizio principale è la forma: il percorso gira verso sinistra, una caratteristica tipica delle sepolture delle regine di quel periodo. Reeves pensa a Nefertiti, una delle donne più potenti dell'antico Egitto. Era la moglie del faraone Akhenaton, e secondo alcuni studiosi governò da sola subito prima di Tutankhamon, forse con il nome di Smenkhkara. Il suo corpo non è mai stato ritrovato. Nefertiti visse in un'epoca rivoluzionaria. Insieme ad Akhenaton impose il culto di un solo dio, il disco solare Aton, e fondò una nuova capitale, Amarna. Dopo la loro morte, molti dei loro monumenti furono distrutti. L'ipotesi è questa: quando Tutankhamon morì all'improvviso, non c'era una tomba pronta per lui. Così si usò la parte anteriore di quella di Nefertiti. Furono costruiti muri falsi per nascondere la camera della regina, che si trovava più in fondo. Come si fa a sapere cosa c'è dietro una parete senza romperla? Gli scienziati usano strumenti speciali. Il georadar invia onde nella roccia e ne ascolta l'eco, un po' come fanno i pipistrelli. Le termocamere misurano piccole differenze di temperatura. Altri strumenti misurano come la roccia conduce l'elettricità, oppure quanto è forte la gravità in punti diversi: uno spazio vuoto "pesa" meno della roccia piena. In un nuovo studio, Reeves e i suoi colleghi hanno messo insieme i risultati di sette campagne di ricerca svolte dal 2015 a oggi. La conclusione? Con buona probabilità, a nord della tomba si estende un complesso funerario lungo 25-30 metri. Conterrebbe cinque o sei stanze, collegate da corridoi riempiti di detriti già nell'antichità. Per avere la certezza bisognerà praticare un piccolo foro nelle pareti e infilarci una minuscola telecamera. Il permesso non è ancora arrivato, ma i ricercatori sperano di sbirciare dentro entro la fine dell'anno. Se l'ipotesi fosse confermata, sarebbe la scoperta più importante nella Valle dei Re da un secolo a questa parte. Cambierebbe anche ciò che sappiamo su un periodo molto particolare della storia egizia. Ma attenzione: non tutti gli esperti sono convinti, e le stanze potrebbero anche essere vuote. Non resta che esplorare.