Il Nobel nascosto sotto il ghiaccio
7 ottobre 2026
Il premio Nobel per la fisica 2026 va a Francis Halzen, che ha trasformato il ghiaccio del Polo Sud in un gigantesco telescopio. Il 6 ottobre l'Accademia reale svedese delle scienze ha annunciato il vincitore del premio Nobel per la fisica 2026.
È Francis Halzen, fisico nato in Belgio nel 1944 e professore all'Università del Wisconsin, negli Stati Uniti. Il premio gli è stato assegnato per il suo ruolo nella costruzione di IceCube e per la scoperta di neutrini di altissima energia provenienti dallo spazio. I neutrini sono particelle minuscole, quasi senza massa e senza carica elettrica. Attraversano la materia quasi senza accorgersene: in questo momento miliardi di neutrini stanno passando attraverso il vostro corpo, senza lasciare traccia. Per questo vengono chiamati "particelle fantasma". Proprio questa caratteristica li rende preziosi per gli astronomi. La luce può essere bloccata dalle nubi di gas e polvere, e altre particelle cambiano direzione durante il viaggio. I neutrini, invece, viaggiano dritti e indisturbati. Se riusciamo a catturarne uno, possiamo capire da dove è partito. Il problema è che catturarli è difficilissimo. Halzen ha avuto un'idea molto originale: usare il ghiaccio dell'Antartide. Nel ghiaccio del Polo Sud, a più di due chilometri di profondità, sono stati installati migliaia di sensori. Occupano circa un chilometro cubo, cioè un enorme cubo di ghiaccio con lati lunghi mille metri. Molto raramente un neutrino urta qualcosa nel ghiaccio. Quando succede, produce un debolissimo lampo di luce azzurra. I sensori registrano questo lampo e, dai dati raccolti, gli scienziati ricostruiscono l'energia del neutrino e la direzione da cui proveniva. Halzen ha iniziato a lavorare a questo progetto nel 1987. IceCube è stato costruito tra il 2004 e il 2010, e nel 2013 è arrivata la grande notizia: aveva catturato neutrini di altissima energia arrivati da fuori della nostra galassia. Da allora IceCube ha anche iniziato a scoprire le sorgenti di questi neutrini, come alcune galassie lontane con un buco nero molto attivo al centro. Oggi gli astronomi possono studiare l'universo combinando luce, neutrini e onde gravitazionali. È un po' come capire meglio un concerto ascoltando la musica e guardando anche il palco. IceCube continua a crescere. Il Nobel premia così un'idea che per anni sembrava quasi impossibile.