Goletta Verde e Goletta dei laghi: ecco i risultati del 2026
20 agosto 2024
Anche in questa estate 2026, mari e laghi italiano sono sempre più in sofferenza e vulnerabili. È ciò che emerge dal bilancio finale di Goletta Verde e Goletta dei Laghi 2026, le due campagne estive di Legambiente che ogni anno monitorano mare e bacini lacustri.
I dati non sono positivi e confermano quelli dello scorso anno: un campione su tre ha superato i limiti di legge per inquinamento, ovvero su 391 campionamenti effettuati dai volontari di Legambiente in 19 regioni, ben il 34% è risultato superare i limiti consentiti. Ciò che grava sullo stato di salute del mare e dei bacini lacustri e che non permette miglioramento, è in primo luogo la cattiva depurazione dele acque, un problema diffuso nel nostro Paese, che conta ad oggi conta ancora 514 agglomerati urbani, corrispondenti a oltre 14 milioni di abitanti equivalenti, che scaricano in maniera non conforme.
Foci di fiumi, canali, e torrenti che sfociano in mare o in lago si confermano anche quest’anno punti critici: il 54% delle 188 foci campionate è risultata inquinata o fortemente inquinata. I luoghi più critici e con situazioni di inquinamento ormai croniche ci sono: la foce del Musone, sulla costa adriatica delle Marche, risultato fortemente inquinato negli ultimi 6 anni, con unica eccezione nel 2024; Aci Trezza, in Sicilia in provincia di Catania, che risulta oltre i limiti dal 2020; il Lago di Sabaudia, in provincia di Latina, con 3 prelievi su 3 risultati “fortemente inquinati”. Anche in aree lontane da foci o scarichi, la qualità delle acque non è delle migliori: il 15% dei campioni prelevati direttamente in mare o nelle acque lacustri, sono risultati oltre i limiti di legge con il 5% inquinati e il 10% fortemente inquinati. Preoccupa, inoltre, l’assenza di cartelli informativi alle foci dei fiumi: nel 70% delle foci monitorate nella sola campagna di Goletta Verde non sono stati trovati cartelli con divieto di balneazione.
All’inquinamento e alla mala depurazione, si affianca il problema della crisi climatica, che accentua da un lato la tropicalizzazione del Mediterraneo e dall’altro l’arrivo delle specie aliene, l’erosione costiera e la siccità. Secondo i dati di Legambiente, dal 2020 al 2025 la temperatura media della superficie del Mar Mediterraneo da maggio a settembre non è mai scesa sotto i 24°C. Nell’entroterra, invece, tra i laghi in maggior sofferenza a causa della siccità prolungata e delle alte temperature, ci sono il Lago di Iseo che ha perso in soli 42 giorni, dal 12 giugno al 24 luglio, più del 79% del volume invasato e il Lago Maggiore e di Como, che hanno perso il 76%. Altra grave minaccia per laghi e mari è l’abbandono dei rifiuti, una piaga che non risparmia neanche i fondali marini.
La campagna di Goletta Verde e dei laghi porta alla luce ogni anno i problemi ancora irrisolti in Italia: la cattiva gestione delle acque e l’incompleto recepimento della Direttiva europea sulle acque reflue urbane (91/271). A questo si aggiunge la necessità di avviare un efficientamento degli impianti di depurazione delle acque reflue urbane stanziando maggiori risorse, lavorare sul collettamento degli scarichi non depurati e contrastare gli sversamenti illegali nelle acque superficiali. Senza dimenticare che per far fronte alla crisi climatica sono necessari più interventi di mitigazione e adattamento, a partire proprio dallo stanziamento delle risorse economiche necessarie per attuare il Piano Nazionale dei cambiamenti climatici (PNACC), la definizione di un Piano nazionale per l’adattamento specifico delle coste alla crisi climatica e la creazione di nuove aree protette marine e terrestri.
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