Comuni Ricicloni 2026
6 luglio 2026
In Italia tornano a crescere nel 2026 i comuni rifiuti free, cioè quelli che mantengono la produzione pro capite di rifiuto indifferenziato avviato a smaltimento sotto i 75 chilogrammi per abitante all'anno. Dopo un lieve calo nel 2025, dove i comuni ricicloni sono stati 663, risalgono quest’anno a 675 su un totale di 7.894 comuni.
Ci informa su questi dati la 33esima edizione di "Comuni Ricicloni" di Legambiente, presentato a Roma nella giornata finale dell'Ecoforum nazionale dell'economia circolare, organizzato dall'associazione ambientalista, Kyoto Club e La Nuova Ecologia in collaborazione con Conou e con il patrocinio del ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma.
Il Nord si conferma l’area del Paese con più comuni virtuosi: il 60,3% del totale si concentra qui, anche se registra un calo pari a 16 comuni rispetto allo scorso anno. Il Sud e le isole rappresentano il 32,8% de totale e sono in crescita rispetto al 2025 con 16 comuni in più. Infine, il centro rappresenta il 6,8% dei comuni ricicloni: pur facendo ancora molta fatica, dopo anni di immobilismo, registra quest’anno una crescita importante con 16 comuni in più rispetto al 2025, arrivando a quota 46. Altro dato interessante è il numero complessivo di cittadini residenti nei Comuni Rifiuti Free, che passa da 3.715.010 dello scorso anno agli attuali 4.086.781. A livello regionale, il Veneto si conferma leader assoluto per numero di comuni rifiuti free (165), seguito da Lombardia (104) e Campania (73).
Per quanto riguarda i comuni capoluogo di provincia, su 54 partecipanti, 35 hanno raggiunto e superato l’obiettivo del 65% e 5 sono Rifiuti Free: ad aggiudicarsi questo doppio riconoscimento sono Pordenone, Belluno, Nuoro, Trento e Treviso.
Vincitori assoluti comuni sotto i 5.000 abitanti: in questa categoria primeggiano Borrello (CH), Ripacandida (PZ), Morano Calabro (CS), Domicella (AV), Mordano (BO), Valvasone Arzene (PN), Rocca Santo Stefano (RM), Pieve Ligure (GE), Foresto Sparso (BG), Monteleone di Fermo (FM), Montefalcone nel Sannio (CB), Barone Canavese (TO), Atzara (NU), Castel di Lucio (ME), Terre d’Adige (TN), Calvi dell’Umbria (TR), Verrayes (AO), Sospirolo (BL).
Vincitori assoluti comuni tra 5.000 E 15.000 abitanti: in questa categoria ci sono Pratola Peligna (AQ), Casali del Manco (CS), Cimitile (NA), San Prospero (MO), Chions (PN), Sacrofano (RM), Luni (SP), Villongo (BG), Venafro (IS), Sammichele di Bari (BA), Sennori (SS), San Giuseppe Jato (PA), Serravalle Pistoiese (PT), Altopiano della Vigolana (TN), Loria (TV).
Vincitori assoluti sopra i 15.000 abitanti: in questa categoria troviamo Siderno (RC), Bacoli (NA), Nonantola (MO), Azzano Decimo (PN), Fonte Nuova (RM), Carugate (MI), Monserrato (CA), Ribera (AG), Monsummano Terme (PT), Pergine Valsugana (TN), Vedelago (TV).
Tra le storie di buona gestione, quest’anno Legambiente premia con una menzione speciale il cane Bee, un Labrador Retriever nero protagonista di Recycling Dog, il primo progetto italiano strutturato di unità cinofile dedicate alla rilevazione della plastica dispersa nell’ambiente naturale. A Castelbuono, piccolo Comune nel cuore delle Madonie, in provincia di Palermo, da tre anni Bee e il suo conduttore percorrono boschi, torrenti, sentieri e vicoli alla ricerca di rifiuti che spesso sfuggono ai sistemi tradizionali di raccolta. A immaginare tutto questo è stata Pachamama APS, associazione attiva da quasi vent’anni nel campo del benessere umano e animale secondo il paradigma One Health, la visione che lega in modo indissolubile salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente. In tre anni di attività Bee e il suo conduttore hanno percorso oltre 800 chilometri di territorio, recuperando circa 200 chilogrammi di plastica abbandonata. Numeri che raccontano non solo un progetto ambientale, ma un modo diverso di immaginare il rapporto tra comunità, animali e territorio.
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